Dubai, un mese di prigione al batterista degli Scorpions James Kottak

Dubai, un mese di prigione al batterista degli Scorpions James Kottak

Ubriacarsi, urlare bestemmie, fare gesti osceni ai passanti, insultare la polizia e togliersi i pantaloni nel bel mezzo di un aeroporto non è mai una grande idea. A Dubai, dove le leggi riguardo il vilipendio alla religione e i comportamenti osceni sono particolarmente severe, lo è ancora meno. Ne sa qualcosa il batterista degli Scorpions James Kottak, che sta finendo di scontare un mese di reclusione negli Emirati Arabi Uniti dopo essere stato condannato per atti osceni in luogo pubblico.

Il fattaccio, per la verità, risale a quasi trenta giorni fa, ma è emerso solo oggi grazie alla testata locale Gulf News: Kottak aveva fatto scalo a Dubai dalla Russia, diretto verso il vicino Bahrain, dove il suo gruppo era atteso per un evento musicale collegato al locale Gran Premio di Formula Uno. La dinamica di quanto accaduto all'aeroporto, ovviamente, differisce a seconda delle versioni: Kottak, nella sua deposizione, ha ammesso di essere stato ubriaco, ma ha negato tanto di aver pronunciato frasi offensive nei confronti dell'Islam quando di essersi spogliato, sostenendo di essersi solo parzialmente svestito per mostrare a non meglio identificati compagni di viaggio un tatuaggio sulla schiena. Il giudice chiamato a deliberare sul caso, evidentemente, non deve avergli creduto: multato della relativamente irrisoria cifra di 320 sterline, il musicista è stato condannato ad un mese di carcere, al termine del quale sarà espulso dal paese. La sua band, nonostante tutto, rimediò all'incidente, riuscendo a far sedere in extremis sullo sgabello davanti ai tamburi il sostituto Mark Cross.

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