NEWS   |   Italia / 17/04/2014

M+A selezionati per il Glastonbury '14: 'Sembra non ci importi. Invece…'

M+A selezionati per il Glastonbury '14: 'Sembra non ci importi. Invece…'

Tra i vari Kasabian, Arcade Fire, Elbow, MGMT e tutta la schiera di eccellenze ancora da ufficializzare nel cast, al Glastonbury 2014 ci saranno anche loro, i giovani italiani M+A. All'anagrafe Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli (dal vivo poi si aggiunge anche Marco Frattini), i ragazzi vengono da Forlì, uno studia filosofia a Bologna, l'altro visual design a Bergen, l'altro ancora insegna batteria; hanno ben due dischi all'attivo: il primo si intitola "Things. Yes" ed è del 2011, il secondo è "These days" ed è uscito il 30 settembre 2013.

E' proprio grazie a quest'ultimo che gli M+A si sono fatti riconoscere e apprezzare - tra molti -  dalla giuria di quaranta giornalisti musicali inglesi, per partecipare al più prestigioso dei festival britannici, calcando così le assi del Main Stage e degli altri palchi sparsi per l'area concerti del Somerset: "E' molto strano, ovviamente siamo felicissimi" ci ha raccontato Michele al telefono "E' strano perché quando lo raccontiamo sembra che non ci importi per niente. Invece siamo stati davvero contenti, ma è stata una notizia improvvisa anche perché all'inizio non sapevamo nemmeno del contest. Ci ha preso alla sprovvista e tendenzialmente in questo senso siamo molto freddi." 

Il Glasto 2014 si svolgerà - come da tradizione - l'ultimo week end di giugno. Non manca molto, insomma, ma i ragazzi non tralasciano i loro "doveri": "Non ci stiamo preparando in realtà. Siamo in pieno periodo tesi. Arriveremo a una settimana e prepareremo qualcosa. Già in precedenza avevamo deciso di lasciare un buco tra marzo e giugno per risistemare le cose, perché in estate e autunno staremo via in tour in Europa. Vorremo anche uscire con un singolo per l'autunno, abbiamo già una ventina di bozze…"

 

Divisi da chilometri e frontiere, gli M+A son sempre riusciti a gestire il loro "rapporto a distanza": "Siamo dislocati da sempre quindi siamo abituati a lavorare via mail oppure facendo delle tirate. Ci troviamo per un mese o due in estate e imbastiamo tutto il lavoro insieme. 

Più volte ci siamo detti che non eravamo un gruppo vero e proprio. Spesso capita che io faccia un pezzo per intero e poi lo invio a loro che ci lavorano…Ci siamo conosciuti io e Alessandro a un concerto. Entrambe suonavamo in un gruppo grunge e ci siamo presentati. Dopo siamo diventati amici, all'inizio è stato solo un incontro musicale. Poi quest'anno siamo diventati in tre, Marco si è aggiunto dopo il tour"

La loro casa discografica è la londinese Monotrome, scelta non per moda o "etichetta" ma semplicemente "perchéabbiamo cercato di contattare alcune etichette italiane me ci hanno risposto picche in poche parole. Loro invece ci hanno dato risposte più concrete da subito proponendoci anche un tour. Oggi ci rendiamo conto che è una cosa importante, ma ci fa ridere perché sembra che l'etichetta inglese sia una cosa fighissima. In realtà è più un'esca per allocchi. Noi abbiamo lavorato anche con Nicola di Foolica, per il management in Italia, e paradossalmente ha fatto più lui per questo disco che la nostra etichetta di Londra."

 

 

"These days" è dunque la seconda prova discografica degli M+A, che trova le sue radici più profonde nella bossanova "e dopo mano mano, passando per tutte le articolazioni all'interno dei generi siamo arrivati fino alla base del pop. Da Beck ai Gorillaz, per capirci. Un gran bel viaggio insomma. Abbiamo anche cambiato il nostro approccio nel modo di lavorare anche perché 'Things. Yes' era nato come prova di sperimentazione con gli strumenti, mentre 'These days' è più basato sulla sperimentazione delle canzoni, basata sulla struttura di una musica pop. Poi anche differenze tecniche perché il primo è stato registrato in casa e il secondo in studio. Entrambi i dischi sono come degli studi. Sentiamo della musica che ci piace e vogliamo capire perché ci è piaciuta, come fare determinate cose. Certo, poi possiamo dire di essere più legati al secondo perché è quello che a livello pratico ci sta permettendo di fare più cose."

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