"Ho rubato il vento alle persone con cui condivido la vita, agli amici". Giorgia spiega così a Rockol il titolo del suo nuovo disco "Ladra divento", che raggiungerà i negozi il prossimo venerdì 12 settembre. "Ho attinto da molte persone le forze che non si vedono", racconta, "quelle che tu non puoi toccare, ma che ti tengono in piedi, che ti nutrono che fanno muovere le cose. Come il vento, che lo vedi solo quando muove ciò che tocca e lo senti tra i capelli". Il disco si compone di quattordici brani inediti da lei realizzati, musica e testi, ispirati da fatti attuali e dalla grande sete di libertà, che ritroviamo già nel singolo "Spirito Libero": "Il mio dire basta si può adattare alla libertà individuale, che viene limitata spesso da noi stessi e in questo periodo, che a me sembra particolarmente pesante, anche dal governo, da un certo modo di pensare e da un modo di fare cultura che con la cultura non c'entra niente". L'insoddisfazione che troviamo nel singolo è presente anche nella maggior parte delle canzoni, sempre con una forte volontà di reazione: "Già questo disco per me è la reazione a uno stato d'animo che era di chiusura e di tristezza totale, precedente al periodo in cui ho cominciato a scrivere queste canzoni. Poi, mentre scrivevo, c'era anche la guerra in Iraq e lo stato d'animo era, come per molte persone, di oppressione e di paura. La voglia di reazione è nata così verso le cose che sono chiaramente sbagliate, che limitano la vita delle persone in qualche modo".
Nonostante si sia circondata di "musicisti statunitensi neri", perché le dessero "quella parte di nero" che ha sempre desiderato, Giorgia spiega come nel disco ha cercato di fondere tutte le influenze incontrate nel suo percorso artistico: "Ho voluto mescolare tutti i generi che ho sentito nel tempo. Molte cose le ho arrangiate, le ho prodotte, le ho registrate, quindi ho cercato di salvaguardare anche la mia parte italiana, che è fatta di Battisti, di Mina, di De Gregori, quindi anche di cose ascoltate quando ero piccola. Contemporaneamente questa parte l'ho mescolata alle influenze che mi potevano dare i musicisti americani, ma anche quelli italiani. Così al disco hanno collaborato persone che vengono dal rock e altre che vengono dall'R&B. Volevo fondere anni '70 e anni '80 e l'ho fatto". "Ladra divento" è, dunque, l'ennesima prova per Giorgia cantautrice, sempre meno interprete, visto che pochi parolieri soddisferebbero oggi le sue richieste: "Non saprei identificare qualcuno adatto a scrivere una canzone per me", confessa, "se mi arriva un pezzo che mi piace, non importa da chi arriva. Non riesco a separare il mio essere cantautrice e il mio essere interprete, e anche quando qualcuno scrive per me io in qualche modo ci devo mettere le mani".
E i suoi testi parlano di lei, come "Scivoli di ghiaccio", nella quale confessa di voler tornar bambina, perché "le cose che non vanno nella donna Giorgia sono tante, e ci sto lavorando da un po' di tempo", dice, "e lavorandoci, poi, scopri che molte cose vengono proprio dall'infanzia, quelle che più ti creano problemi, meccanismi che si inseriscono contro la tua volontà e spesso vengono da cose che però non puoi ricordare.
Che tipo di danni abbiano potuto fare in me, sto cercando di scoprirlo", conclude, "ora, però, più che una donna diversa, mi piacerebbe diventare una donna". L'uscita del disco sarà seguita da una tournée invernale che partirà a fine anno: "Tra novembre e dicembre mi attendono i palasport nelle principali città italiane e poi a febbraio, forse, faccio anche un giro fuori dall'Italia".