NEWS   |   Italia / 23/12/2003

Il mondo di Amalia Gré

Il mondo di Amalia Gré
Un diploma in scenografia teatrale all'Accademia di Belle Arti di Perugia, una passione, un po' tardiva, per la musica jazz che l'ha fatta migrare a New York e l'ha portata a studiare con nomi importanti del genere come Betty Carter, Bobby McFerrin e Bob Dorough. Ma non solo: una segnalazione come autrice di sceneggiatura e di musica per un corto presentato all'edizione 2002 del Premio “Minimusical” (concorso per cortometraggi musicali indetto da Musica! di Repubblica e dalla casa di produzione Fandango), una collaborazione (tuttora in corso) come stilista di moda con una boutique newyorchese, un posto come finalista al Premio Recanati 2001. E, dulcis in fundo, una figlia di sei anni.
Amalia Gré (vero nome Amalia Grezio), autrice e interprete dei singoli “Io cammino di notte da sola” e “Cuore pallido”, dimostra di avere un'attitudine naturale per la creatività. A Rockol, che l'ha incontrata negli uffici della Emi a Milano, ha spiegato: “Non mi sento più una cosa che l'altra, più musicista che stilista: la musica, il design e la scrittura sono tutti aspetti della mia vita molto importanti. Anche se”, aggiunge, “in questo momento la musica è fuor di dubbio preponderante”.
Scoperta da Alessio Bertallot (che ha trovato per caso sul Web il suo pezzo “Io cammino di notte da sola”), l'artista ha pubblicato lo scorso novembre il suo album d'esordio, intitolato semplicemente “Amalia Gré”: tredici canzoni (undici originali, più due cover) delle quali ha curato e firmato personalmente tutti gli arrangiamenti.
“Siamo entrati in studio per registrare il disco lo scorso agosto”, racconta la cantante, “e lì ho scritto gli arrangiamenti delle canzoni. Alcuni pezzi sono abbastanza recenti e risalgono a pochi mesi fa, come per esempio 'I need a crown' e 'Film a otto colori': mentre, 'Io cammino di notte da sola', che è stato uno dei due pezzi che ho presentato al Premio Recanti, ha ormai sei anni”. “Il disco è un disco di jazz, ma non in senso 'stretto'”, aggiunge la cantante che ha curato anche l'ideazione grafica del CD, “Credo che sia un lavoro più trasversale. L'ho concepito come una sorta di palazzo: all'ingresso, c'è la mia presentazione con i pezzi 'Cuore pallido' (secondo brano estratto dal lavoro) e 'Io cammino di notte da sola'; 'al primo piano', con pezzi come 'Sogno', 'Indaco', si entra in una dimensione di musica solare, mediterranea e più libera; il secondo livello, rappresenta un momento più spirituale, riflessivo, anche musicalmente”.
A proposito delle due cover del disco, “Estate” di Bruno Martino e “Theme from Mahogany (Do you konw where you're going to?)”, la Gré dice: “Sono due brani che appartengono al mio passato e a cui sono molto legata: 'Estate', che ormai è diventato uno standard jazz, era la 'mia' canzone dell'estate: quella che cantavo nei club di New York, in italiano; mentre la seconda è una canzone, interpretata in origine da Diana Ross, che ho sentito per la prima volta a quattro anni, restandone colpita. Nel disco ho cercato di dare al brano una veste sonora più attuale”.
Del paragone con Mina la Gré dice: “Mi sento onorata di essere avvicinata a lei. Io sono cresciuta con le sue canzoni: fa parte di me, della mia storia. E' nel mio DNA. Mina è stata una figura importante per me e la mia formazione”.
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