Streaming: 1,7 milioni di abbonati per Rhapsody

Con i suoi 6 milioni di abbonati Spotify resta decisamente lontana, ma nel primo trimestre 2014 il servizio di streaming Rhapsody ha raggiunto quota 1,7 milioni di utenti paganti - 8 mila nuovi abbonati al giorno - segnando un incremento del 63 % sullo stesso periodo dell'anno precedente. Come spiega il direttore finanziario Ethan Rudin il balzo in avanti si deve in buona parte all'accordo che nell'ottobre scorso ha visto il gigante spagnolo delle telecomunicazioni Telefónica rilevare una quota di proprietà della Web company portando in dote centinaia di migliaia di abbonati a un preesistente servizio in America Latina: anche per Rhapsody, dunque, il potenziale di crescita si annida soprattutto nel mobile streaming, ovvero nell'accesso al catalogo attraverso dispositivi mobili e smartphone in particolare. "Magari non siamo il servizio più cool e in vista del momento, ma stiamo decisamente costruendo una base di abbonati significativa", ha aggiunto un altro dirigente della società, Paul Springer.

Rhapsody, che oltre all'omonimo marchio gestisce anche la piattaforma di Napster, è in attività da dodici anni ed è stato uno dei pionieri dello streaming, soffrendo negli ultimi anni la concorrenza di servizi come Spotify e Deezer (cui si è aggiunto di recente, negli Stati Uniti, Beats Music). La partnership con Telefónica, fortissima in Brasile con il marchio Vivo (100 milioni di clienti) e con il brand Movistar in altri Paesi di lingua spagnola, è solo la punta dell'iceberg in una strategia che vede la società offrire il proprio catalogo in bundle ai pacchetti di servizi di operatori telefonici anche in Paesi come Germania e Francia (dove si è alleata rispettivamete con E-plus e SFR): l'80 per cento dei suoi utenti nel mondo accede oggi alla piattaforma attraverso dispositivi mobili, e il 60 per cento solo per tramite del cellulare.

Un altro elemento importante è l'espansione internazionale del servizio, che diciotto mesi fa era presente in soli tre mercati e oggi ne raggiunge 32. In questo quadro, ha spiegato Springer a Billboard, la presenza negli Stati Uniti cresce a ritmo più ridotto che in altri Paesi dove gli smartphone iniziano solo ora a diffondersi a macchia d'olio, scontando anche la concorrenza di offerte gratuite da parte di rivali quali Pandora, Spotify e iHeartRadio.

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