NEWS   |   Recensioni concerti / 07/04/2014

Arisa, è partito da Roma il 'Se vedo te tour': il live report

Arisa, è partito da Roma il 'Se vedo te tour': il live report

E' partito ufficialmente ieri sera dall'Auditorium Parco della Musica di Roma il "Se vedo te tour", la nuova tournée teatrale di Arisa. La vincitrice della sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo è giunta nella Capitale con la prima anteprima del suo tour a circa una settimana di distanza dalla data zero tenuta lo scorso 2 aprile presso il teatro Sociale di Alba; ad accompagnarla sul palco una band composta dal pianista e tastierista Giuseppe Barbera, dal bassista Raffaele Rosati, dal batterista Giulio Proietti, dal chitarrista Francesco Bruni e dagli Gnu Quartet capitanati dal violoncellista Stefano Cabrera.

In scaletta non solo i brani contenuti all'interno dell'ultimo album in studio "Se vedo te", consegnato al mercato lo scorso febbraio, ma anche alcuni brani tratti dal precedente "Amami", un paio di cover e i tormentoni che hanno portato Arisa al successo (rivisitati per l'occasione); per un totale di quasi due ore di musica, un continuo alternarsi tra passato e presente, ma anche tra generi e stili musicali tra loro differenti: si va dal pop alla dance, passando per il synthpop anni Ottanta, per un accenno di reggae e uno di flamenco. Dell'Arisa "di ieri", la ragazza timida, occhialuta e un po' impacciata, sembra non esserci più traccia; al suo posto ora c'è una donna decisamente matura (e non solo dal punto di vista musicale), perfetta sintesi tra l'Arisa dei primi due album in studio e quella di "Amami" - l'album della maturità - e che sembra quasi voler prendere le distanze dal suo passato: non è dunque un caso se brani come "Sincerità" o "Malamorenò" vengono presentati, durante il concerto, in abiti completamente diversi rispetto a quelli in cui erano stati concepiti (la prima viene rivisitata in chiave reggae, mentre la seconda viene proposta in un arrangiamento tendente all'elettronica anni Ottanta).

Arisa sale sul palco della Sala Santa Cecilia (circa tremila posti a sedere), accompagnata dalla sua band, quando le luci sono completamente spente, con indosso un elegante abito bianco e camminando su dei tacchi altissimi, accolta da un caloroso applauso del pubblico. Dopo aver rotto il ghiaccio con il primo brano in scaletta, "Se vedo te", la cantante saluta con entusiasmo i presenti: "Buona sera Roma! Questa è la prima data ufficiale del mio tour e partire dalla Capitale, per noi, è come partire dall'Italia intera: è un grandissimo orgoglio". Per le parole, tuttavia, sembra esserci da subito poco spazio: Arisa preferisce cantare e intrattenere il pubblico con la sua musica e con le sue canzoni. La prima parte del concerto la vede interpretare con eleganza brani dalle sonorità intime (come nel caso di "Piccola rosa" o "Sinceramente", quest'ultima scritta per lei da Dente) e brani dal ritmo incalzante (come "Dici che non mi trovi mai", in cui la tastiera e la batteria prendono il sopravvento sugli altri strumenti), ma senza scomporsi più di tanto. A pochi minuti dall'inizio della serata, però, la cantante decide di dare sfogo alla sua anima più giocosa e scanzonata; ed è togliendosi i tacchi che propone, saltellando divertita sul palco, "Chissà cosa diresti" (contenuto all'interno di "Se vedo te" - uno dei quattro brani scritti per lei da Cristina Donà) e "Stai bene su di me" (proposta in una versione completamente riarrangiata e tendente all'elettropop - con quel "Piove su di noi" ripetuto a mo' di mantra per gran parte della durata della canzone). Le atmosfere tornano a farsi tuttavia più seriose e pacate, quasi eteree, con "Lentamente (Il primo che passa)", "Dimmi se adesso mi vedi" (scritta dal cantautore romano Marco Guazzone - assente per motivi che non ci sono noti, avrebbe dovuto duettare con Arisa) e due brani appartenenti al "passato prossimo" di Arisa come "L'amore è un'altra cosa" e "Meraviglioso amore mio" (entrambi accolti con gioia dal pubblico).

Dopo un breve momento di silenzio si passa alla prima cover, quella di "Personal Jesus" dei Depeche Mode, proposta in un arrangiamento che pone in primo piano gli archi degli Gnu Quartet e il pianoforte di Giuseppe Barbera e che aiuta Arisa ad indossare il brano alla perfezione (quasi come se fosse stato scritto appositamente per lei) e a farlo suo. Poi si torna ancora al passato con un medley che comprende "Amami" e "Missiva d'amore", al termine del quale Arisa torna a rivolgersi al pubblico: "Le canzoni andrebbero cantate nel momento in cui vengono scritte perché esprimono dei sentimenti che l'autore prova in quel momento preciso della sua vita. Ad esempio, io non mi sento più 'sterile', non sento più il bisogno di essere 'amata come se fossi un'edera'", dichiara sorridendo, alludendo ai testi dei brani scritti in passato, "ma se a voi emoziona ascoltare queste canzoni io ve le canto, anche se non rispecchiano più i miei sentimenti". Un atto di generosità verso il pubblico e un esempio per tutti quei cantanti che commettono l'errore egoistico di escludere dalla scaletta dei loro concerti brani sì appartenenti al passato ma non per questo non più apprezzati dal pubblico. Sempre da "Amami", l'album del 2012, è poi la volta de "Il tempo che verrà" e "Poi però" (proposta senza l'assolo di violino elettrico che nel disco è suonato da Mauro Pagani). In chiusura del concerto Arisa si esibisce, infine, sulle note di tre brani contenuti all'interno di "Se vedo te" ("L'ultima volta", la sanremese "Controvento" e "Quante parole che non dici", quest'ultima scelta per il bis), di uno contenuto all'interno del primo album "Sincerità" ("Abbi cura di te") e su quelle della cover di "Cuccurucucu" di Franco Battiato (che sul palco dell'Ariston Arisa aveva proposto insieme al trio danese degli WhoMadeWho).

Per questa sua nuova avventura dal vivo Arisa ha deciso di puntare tutto sulla sua voce e sulla sua musica, proponendo uno spettacolo essenziale, scarno, privo di ornamenti inutili (come testimonia anche la scenografia minimale, curata da Klefish, che vede sullo sfondo una parete bianca a strisce in mezzo alla quale è inserito uno specchio opaco). Il 16 aprile sarà la volta della seconda anteprima, al teatro degli Arcimboldi di Milano.

(di Mattia Marzi)

SETLIST:
"Se vedo te"
"Dici che non mi trovi mai"
"Malamorenò"
"Piccola rosa"
"Sincerità"
"Sinceramente"
"Chissà cosa diresti"
"Lentamente (Il primo che passa)"
"L'amore è un'altra cosa"
"Dimmi se adesso mi vedi"
"Stai bene su di me"
"Meraviglioso amore mio"
"Personal Jesus"
"Amami/Missiva d'amore"
"Il tempo che verrà"
"La cosa più importante"
"Poi però"
"La notte"
"L'ultima volta"
"Cuccurucucu"
"Controvento"
"Abbi cura di te"
"Quante parole che non dici"

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