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NEWS   |   Industria / 15/12/2003

Zuffa sulle market share in Usa: Interscope prima, ma per i rivali 'ha truffato'

Zuffa sulle market share in Usa: Interscope prima, ma per i rivali 'ha truffato'
La Interscope Records del gruppo Universal si aggiudica il titolo di etichetta di maggior successo dell’anno – finora - negli Stati Uniti (8,3 % dei best seller tra le novità discografiche), ma i concorrenti non ci stanno. Il suo trionfo, infatti, si basa su una sorta di artificio contabile che, secondo le etichette rivali, falserebbe sostanzialmente i risultati della stagione discografica che sta per concludersi. Tutto nasce dal fatto che i dirigenti della label hanno dato istruzioni all’ente che effettua le rilevazioni, Nielsen SoundScan, di includere nel “paniere" Interscope anche le vendite conseguite dalla DreamWorks, l’etichetta che Steven Spielberg, David Geffen e Jeffrey Katzenberg stanno proprio per vendere alla Universal (vedi News). In gioco ci sono circa 8 milioni di album venduti tra il gennaio e il novembre del 2003, che spostano sostanzialmente gli equilibri in campo: considerato il fatto che anche in questo momento la DreamWorks ha un album piazzato nella Top Ten di Billboard, “Shock’n y’all” del cantante country Toby Keith.
La tesi sostenuta dallo staff di Universal è che poiché la DreamWorks è sempre stata legata al marchio Geffen, oggi a sua volta assorbito nel gruppo Interscope, si tratta sempre di cose di famiglia, che la società può imputare come crede. Non tutti però la pensano allo stesso modo: “Ecco perché il business musicale va a rotoli”, ha brontolato al cospetto di un cronista del Los Angeles Times un discografico che ha voluto rimanere anonimo. Il balzo di Interscope al numero uno tra le etichette americane, secondo l’opinione di questo operatore (condivisa, pare, da numerosi colleghi) “è artificiale, non è corretto, e appartiene al regno delle favole”. Gli uomini della Interscope si difendono: “Abbiamo sempre fatto intendere che un giorno avremmo accorpato i risultati di DreamWorks e Geffen a quelli della Interscope”, hanno replicato all’accusa di aver truccato i dati. “Anche in passato, diversi titoli dell'etichetta di Spielberg hanno avuto successo grazie all’impegno del nostro team, e questo deve riflettersi nei risultati”.