Usa, i discografici possono conoscere l'identità degli 'uploader' di YouTube

Case discografiche, Internet Service Provider e utilizzatori delle maggiori piattaforme digitali di condivisione audio e video dovrebbero seguire con una certa attenzione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove la RIAA si è vista riconoscere da un tribunale il diritto a ottenere gli estremi personali di due utenti che avevano "caricato" in anteprima su YouTube (ovviamente senza autorizzazione) due canzoni di Chris Brown, "New flame" e "Die it for you".

Dopo avere scoperto i due leak, riporta TorrentFreak, l'organizzazione statunitense dei discografici aveva contattato la piattaforma con una lettera firmata dal vice presidente della sezione anti pirateria Mark McDevitt : ottenuta tempestivamente la rimozione dei due video, la RIAA è andata oltre le normali procedure rivolgendosi a un tribunale federale della California settentrionale per procurarsi un'autorizzazione legale a conoscere indirizzo IP, e-mail e altri dati identificativi dei due uploader. Il giudice ha risposto affermativamente, e ora YouTube ha tempo fino al 15 aprile per trasmettere i dati a meno che decida di ricorrere in appello.

"Queste informazioni", hanno garantito i portavoce della Recording Industry Association of America, "verranno utilizzate al solo scopo di proteggere i diritti garantiti ai nostri membri, i titolari dei copyright sulle registrazioni sonore, in base alle norme contenute nel Digital Millennium Copyright Act".

    Case discografiche, Internet Service Provider e utilizzatori delle maggiori piattaforme digitali di condivisione audio e video dovrebbero seguire con una certa attenzione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove la RIAA si è vista riconoscere da un tribunale il diritto a ottenere gli estremi personali di due utenti che avevano "caricato" in anteprima su YouTube (ovviamente senza autorizzazione) due canzoni di Chris Brown, "New flame" e "Die it for you".

    Dopo avere scoperto i due leak, riporta TorrentFreak, l'organizzazione statunitense dei discografici aveva contattato la piattaforma con una lettera firmata dal vice presidente della sezione anti pirateria Mark McDevitt : ottenuta tempestivamente la rimozione dei due video, la RIAA è andata oltre le normali procedure rivolgendosi a un tribunale federale della California settentrionale per procurarsi un'autorizzazione legale a conoscere indirizzo IP, e-mail e altri dati identificativi dei due uploader. Il giudice ha risposto affermativamente, e ora YouTube ha tempo fino al 15 aprile per trasmettere i dati a meno che decida di ricorrere in appello.

    "Queste informazioni", hanno garantito i portavoce della Recording Industry Association of America, "verranno utilizzate al solo scopo di proteggere i diritti garantiti ai nostri membri, i titolari dei copyright sulle registrazioni sonore, in base alle norme contenute nel Digital Millennium Copyright Act".

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