Musica digitale, anche Coca-Cola lancia un negozio on-line

Musica digitale, anche Coca-Cola lancia un negozio on-line
Doveva succedere: dopo le etichette discografiche, le Internet companies, le aziende informatiche, i negozi specializzati e le Tv musicali, nel sempre più affollato bazar della musica digitale si infilano gli altri grandi marchi commerciali del mercato di massa. Inaugura il nuovo capitolo la più celebre delle bibite gassate che, grazie a un accordo con la OD2 di Peter Gabriel (già fornitore di licenze, know how e infrastrutture tecnologiche per una serie di punti vendita on-line, vedi News), lancerà in gennaio una sua personale piattaforma di downloading a pagamento: il sito, che si chiamerà Mycokemusic.com, funzionerà inizialmente solo per il pubblico inglese, con un’offerta iniziale di oltre 250 mila canzoni (e 8.500 artisti diversi) al prezzo di 99 pence l’una.
La mossa della Coca-Cola nasce forse in risposta alle megapromozioni che la rivale Pepsi ha annunciato per inizio 2004 in collaborazione con Apple Computer: come Rockol ha già scritto (vedi News), la marca di soft drinks distribuirà nelle confezioni delle sue bevande coupon per scaricare musica gratuitamente dall’iTunes Music Store (vedi News). “Stiamo lavorando in stretta collaborazione con l’industria musicale”, ha spiegato il direttore marketing della Coca-Cola Julia Golden a proposito del nuovo sito, senza commentare le iniziative del concorrente ma aggiungendo che “i nostri consumatori ci raccontano che scaricare musica dalla rete è ancora complicato e quel che desiderano è un servizio di download semplice da usare offerto da una marca di cui si fidano”. Non tutti la pensano allo stesso modo, però. Un portavoce di HMV, la catena musica inglese che in collaborazione con OD2 gestisce una propria piattaforma di vendita on-line, ha commentato la notizia dicendosi fiducioso del fatto che “la gente continuerà a preferire i venditori specializzati che hanno esperienza in questo campo”. Più possibilisti gli analisti finanziari: se la Coca-Cola spera di ricavare profitto dalla vendita di file musicali, è opinione comune a Wall Street e nella City londinese, è destinata al fallimento. Ma come strumento di marketing e di promozione del marchio, la sua scelta di affiliazione alla musica digitale e ai suoi consumatori potrebbe rivelarsi vincente.
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