Nuova Zelanda: Mega di Kim Dotcom si quota in Borsa

Nuova Zelanda: Mega di Kim Dotcom si quota in Borsa

"Incriminato. Perquisito. Liberato su cauzione. Tutti i beni congelati senza un processo. Ma non andiamo a letto piangendo. Siamo partiti con Mega da zero e l'abbiamo fatta diventare una società da 210 milioni di dollari". Così Kim Dotcom, il discusso inventore di MegaUpload, ha commentato su Twitter l'annuncio del prossimo debutto della sua nuova società sul mercato azionario neozelandese (l'amministratore delegato Stephen Hall si augura che le contrattazioni possano avere inizio nei primi giorni di giugno). Il collocamento avverrà attraverso un'operazione nota tecnicamente come "reverse takeover", utilizzando cioè una piccola società già quotata, TRS Investments, come veicolo per approdare in Borsa più velocemente e con meno dispendio di denaro rispetto a una normale IPO ( TRS acquisterà Mega assumendone la ragione sociale dopo avere ceduto il 99 per cento delle quote ai suoi azionisti: tra essi la moglie di Dotcom, Mona, che detiene il 26,5 per cento del capitale).

I documenti presentati alle autorità borsistiche neozelandesi attribuiscono a Mega, un servizio di archiviazione file simile a Dropbox e Google Drive, una dote di 7 milioni di utenti e di 860 milioni di file criptati per garantire la sicurezza e la privacy dei clienti (anche nei confronti dei controlli governativi: e proprio questo, sostiene Hall, sarebbe uno dei motivi del successo che sta riscuotendo presso gli utenti della rete). Il servizio dovrebbe presto aggiungere funzioni - anch'esse criptate - di posta elettronica, chat e videoconferenza.

Dotcom, nato in Germania con il nome di Kim Schmitz, ha lasciato ogni incarico operativo nella società. Vive in Nuova Zelanda dove, dopo la chiusura di MegaUpload e un mese di detenzione in carcere (con l'accusa di avere facilitato la violazione di massa dei copyright e il download illegale di film e canzoni), è stato rilasciato su cauzione. Il governo statunitense ha emesso nei suoi confronti una richiesta di estradizione che dopo vari rinvii verrà discussa in tribunale nel mese di luglio. Anche uno dei maggiori azionisti di TRS, Paul Choiselat, non ha un curriculum immacolato, essendo stato accusato di manipolazioni borsistiche in Australia a riguardo di due società quotate. Hall ha replicato che le incriminazioni precedono il suo coinvolgimento in TRS e Mega e che "non sono rilevanti per il nostro business".

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