NEWS   |   Recensioni concerti / 25/03/2014

Afterhours dal vivo all'Alcatraz Milano: il report del concerto

Afterhours dal vivo all'Alcatraz Milano: il report del concerto

Inutile girarci intorno: si ha sempre un po’ di paura quando si va a vedere un concerto commemorativo di un album. Non si sa mai cosa aspettarsi, si spera sempre che la band riproduca fedelmente il disco, la scaletta, e perché no, qualche brano lasciato fuori e riproposto negli anni solamente dal vivo. Mettete poi nel conto l’inevitabile vissuto che tale album si porta dietro, con il carico di sogni, emozioni, rabbie e allora la paura scivola in timor panico. Nella preoccupazione che la band possa stravolgere tutto, facendosi prendere dalla serata di festa, e che il concerto, anziché di tributo a un disco, diventi un momento troppo autocelebrativo e confusionario dove la musica è solo un pretesto.

Lo spettacolo messo in piedi ieri sera dagli Afterhours all’Alcatraz di Milano è stato un esempio di come dovrebbe essere un evento dedicato alla memoria di un album. L’album di cui stiamo parlando e di cui non abbiamo ancora citato il titolo è “Hai paura del buio?” uscito nel 1997 per la Mescal, che è stato e rimane uno dei dischi più importanti della scena alternativa italiana di sempre. Gli Afterhours lo hanno rivisitato e hanno dato alle stampe “Hai paura del buio? Reloaded” avvalendosi della collaborazione di amici e colleghi tra i più vari. Ma ieri sera sul palco dell’Alcatraz per gli ospiti c’è stato poco spazio a parte una bella esecuzione di “Veleno” realizzata dall’australiano Nic Cester dei Jet (trasferitosi in Italia qualche anno fa) e “Mi trovo nuovo” eseguita al pianoforte da Manuel Agnelli in duetto con Rachele Bastreghi dei Baustelle e la sua calda e suggestiva voce.

Gli Afterhours si presentano sul palco uno alla volta, ben vestiti (con giacca e camicia dai giusti cromatismi e occhiali da sole), carichi, concentrati, con la garra di chi ha grande rispetto per il proprio pubblico. Il concerto inizia, rispettando la tracklist del disco, con “Hai paura del buio?” per poi proseguire dispiegando tutta la potenza di fuoco che hanno canzoni che si avvicinano paurosamente alla perfezione, uno tsunami investe la platea: “1.9.9.6.”, “Male Di Miele”, “Rapace”, “Elymania”, “Pelle” e “Dea”. Eseguite una dopo l’altra senza nemmeno avere il tempo di respirare scuotono il pubblico e lo scaldano come mai. Un urlo di liberazione cantato all’unisono, un’energia che viene rimandata al mittente, con gli interessi. Agnelli ha così la scossa necessaria per poter eseguire “Rapace”, “Elymania” e “Pelle” con un’eleganza e un’emozione tali da far girare la testa. Iriondo Ciccarelli e D’Erasmo trattengono a fatica i loro strumenti, Dell’Era e Prette mantengono l’aplomb ma è pura apparenza. Lo spazio lasciato alle parole è ridotto al minimo, giusto qualche molto sporadico “Grazie”. Il concerto va in crescendo. Una bellissima versione di “Senza finestra” e un’intensa “Simbiosi”, lasciano lo spazio a la sempre verde “Voglio una pelle splendida” con un finale che spinge il pubblico a proseguire la coda con un battito di mani che rende ancora più scenografica l’esibizione. “Lasciami leccare l’adrenalina” scatena il pubblico, così come “Punto G”, “Veleno” e la catartica “Sui giovani d’oggi ci scatarro su”. Agnelli si siede al pianoforte e regala un’emozionante “Come vorrei”, ahimé sentita sempre troppo poco in concerto.

Prima di chiudere dopo due ore tirate al massimo, la band si permette una gradita incursione nel loro ultimo album “Padania” pescandone qualche canzone.
Come a ricordare che la messa è finita ma che loro sono sempre quelli lì. Come a dire che il tempo trascorre inevitabile ma l’energia e la voglia di cercare non si è placata con lo scorrere degli anni. Insomma: gioco, partita, incontro per gli Afterhours. E stasera all’Alcatraz si replica.

(Daniela Calvi-Paolo Panzeri)

Setlist:

Hai paura del buio?
1.9.9.6.
Male di miele
Rapace
Elymania
Pelle
Dea
Senza finestra
Simbiosi
Voglio una pelle splendida
Terrorswing
Lasciami leccare l’adrenalina
Punto G
Veleno
Come vorrei
Questo pazzo pazzo mondo di tasse
Musicista contabile
Sui giovani d’oggi ci scatarro su
Mi trovo nuovo
Germi
Siete proprio dei pulcini
Plastilina
Spreca una vita
Costruire per distruggere
Io so chi sono
Padania
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