Giusy Ferreri presenta 'L'attesa': 'Un artista deve saper sorprendere'

Giusy Ferreri presenta 'L'attesa': 'Un artista deve saper sorprendere'

Giusy Ferreri torna in pista, a circa tre anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album "Il mio Universo", con un nuovo lavoro discografico che porta per titolo "L'attesa". Il disco, in uscita domani per Sony Music, raggiunge il mercato sulla scia della partecipazione della Ferreri alla sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo, dove la cantante ha presentato (in gara tra i Campioni) i brani "Ti porto a cena con me" (che si è piazzato al nono posto nella classifica finale) e "L'amore possiede il bene", ed è il suo primo album di inediti del nuovo contratto discografico stipulato con Sony Music. In occasione dell'uscita del disco, Rockol ha raggiunto telefonicamente Giusy Ferreri, che in una bella (e lunga) chiacchierata ci ha presentato "L'attesa".

"In questi tre anni sono cresciuta a livello interiore grazie ad una serie di esperienze che ho vissuto in prima persona", racconta Giusy all'inizio della conversazione, "il mio obiettivo, dopo aver dato alle stampe ben tre album in soli tre anni, era quello di incrementare esperienze di collaborazioni creative e scoprire come viene vissuta, all'estero, la parte creativa del mestiere musicale: è così sono nate le collaborazioni con Linda Perry, da sempre un mio importante riferimento artistico, e del produttore israeliano Yoad Nevo. Ho avuto modo, inoltre, di portare avanti anche la mia collaborazione con Roberto Casalino, che mi aveva già affiancato in alcuni miei progetti del passato, con cui mi sono incontrata nel settembre dello scorso anno in studio di registrazione. Questi tre anni di assenza hanno rappresentato, per me, un periodo di pausa ma anche di ricerca di nuovi stimoli". Anche Giusy Ferreri, così come stanno facendo - ormai da qualche tempo a questa parte - molti altri artisti nostrani, ha deciso di lavorare al suo nuovo album all'estero; gran parte delle lavorazioni de "L'attesa" si sono infatti tenute tra lo studio di Linda Perry a Los Angeles e quello di Yoad Nevo a Londra: "L'Italia è uno dei paesi che sta soffrendo di più la crisi discografica ed è proprio per questo motivo che la discografia italiana non riesce ad investire in progetti un po' più ambiziosi rispetto al solito", spiega a tal proposito la cantante, "non è un caso, infatti, se le collaborazioni con Linda e Yoad siano state totalmente da me autofinanziate e nate in un periodo di mia libertà da contratto discografico. Per questo mio nuovo album ho deciso di prendere in mano le redini delle lavorazioni e ho voluto veder nascere i brani che ne compongono la tracklist direttamente in studio di registrazione: avevo bisogno di intraprendere un percorso di ricerca e sperimentazione musicale". La produzione finale dei brani contenuti all'interno de "L'attesa", tuttavia, si è tenuta in Italia e ha visto Giusy tornare a collaborare con Christian Rigano, Pino Pischetola e Michele Canova, già al suo fianco in "Gaetana" (il suo primo album in studio datato novembre 2008): "Il lavoro che ho presentato a Michele e al suo team si presentava già ricco di spunti e di idee di arrangiamenti. A questo materiale abbiamo poi aggiunto i pezzi nati dalle writing session con Roberto Casalino e Ermal Meta", racconta la Ferreri, "l'obiettivo era quello di far bene amalgamare tra loro creatività differenti nate in situazioni differenti: il pop che caratterizza lo stile della scrittura di Casalino con il rock melodico che caratterizza invece quello della scrittura di Linda Perry, senza dimenticare le sonorità new wave e post-punk a cui mi ero ispirata insieme a Yoad Nevo".

In questo quarto capitolo della sua carriera discografica Giusy ci ha messo la faccia (e la copertina del disco, in questo senso, si rivela azzeccata): lo dimostra non solo l'entusiasmo con cui presenta, dall'altra parte del telefono, "L'attesa", ma anche il modo con cui ha affrontato le lavorazioni del disco; a tal proposito, la cantante rivela: "Mi sono sentita molto più protagonista rispetto al passato. Per 'Gaetana' avevo scritto quattro delle canzoni che componevano la tracklist del disco, mentre per 'Il mio Universo' ne avevo scritte cinque. Stavolta ho composto ben nove dei dodici brani contenuti all'interno dell'album e ho curato anche la grafica del booklet, con meccaniche di orologi e ragnatele. In realtà in questi tre anni sono nate molte più che dodici canzoni e siamo stati costretti a scartarne davvero molte. Con la Sony abbiamo deciso di puntare su questa dozzina di brani che, per quanto riguarda il sound, rappresentano proprio un misto tra il pop di 'Gaetana' e il rock de 'Il mio Universo'. Ho cercato di non 'chiudermi' in un unico stile ma di esplorare stili e generi molto diversi tra loro e spero di aver accontentato i miei fan: so bene che le aspettative, dopo tre anni di silenzio, sono molto alte". E giocando con il titolo dell'album, aggiunge: "E' stata un'attesa lunga, è vero. Ma ha permesso di far emergere, nel miglior modo possibile, lati nuovi del mio essere artista: le canzoni che ho portato in gara a Sanremo, ad esempio, presentano sonorità un po' diverse rispetto a quelle che hanno caratterizzato le mie precedenti produzioni".

Con i brani contenuti all'interno de "L'attesa", Giusy Ferreri pare aver trovato definitivamente il suo sound personale; che è un misto tra elettronica (vedi "L'amore possiede il bene") e strumentazioni più classiche e un repertorio che convince e che spazia da ballad più tradizionali (come "Ti porto a cena con me") a brani che vedono la cantante sperimentare di più: "Sì, è vero, sono giunta finalmente ad una sorta di equilibrio, ma non voglio rimanerci per sempre", scherza Giusy, "a mio avviso un'artista deve sempre riuscire a mettersi in discussione e sorprendere, cercando di non ripetersi". Nel disco è contenuta anche una cover, italianizzata, di un brano che Linda Perry ha inciso con la sua nuova formazione, i Deep Dark Robot: "Si tratta di 'Nessuno come te mi sa svegliare', la versione italiana del brano di Linda 'No one wakes me up like you' contenuta nell’album '8 songs about a girl'", spiega la Ferreri, "durante il nostro primo incontro, nel settembre 2011, Linda mi ha regalato quel disco e subito mi sono innamorata di quella canzone; ho deciso, così, di realizzarne un provino, accompagnata al pianoforte da mio fratello. Durante il secondo incontro con Linda le ho fatto ascoltare la mia versione italiana e quando ho visto l'entusiasmo sul suo volto ho capito di aver fatto un ottimo lavoro". A chiusura del disco si inserisce poi la ghost-track "Ho ucciso il diavolo", un brano dalle sonorità dark rock che la cantante presenta così: "E' il mio dialogo con il diavolo, quello del successo, al quale non si deve mai vendere l'anima. Ma se questo accade inconsapevolmente, è necessario uccidere quel diavolo per riappropriarsi della propria essenza". Si apre poi una piccola postilla su Tiziano Ferro, produttore dei primi due album di Giusy Ferreri ("Gaetana" e il disco di cover "Fotografie"), e su quello che potrebbe essere il futuro di Giusy nel mondo della musica: "Ho avuto modo di confrontarmi con Tiziano a ottobre, quando Roberto Casalino gli ha fatto ascoltare i provini dei brani che avevo registrato con Linda Perry e Yoad Nevo. Anche se non ci vediamo molto spesso, Tiziano è sempre presente: è una persona che non finirò mai di ringraziare e il progetto 'Gaetana', un vero e proprio esperimento, occuperà per sempre un grande spazio del mio cuore. Spero, un giorno, di poter fare la stessa cosa che lui ha fatto con me, ovvero dare l'opportunità a giovani talenti di emergere e farsi notare dal grande pubblico".

Quanto al tour e alla promozione de "L'attesa", infine, Giusy rivela: "Stiamo pensando di programmare un tour per la stagione autunnale, ma ancora non abbiamo definito i dettagli legati al progetto. Presto, poi, incontrerò i miei discografici per decidere insieme a loro quale sarà il prossimo singolo estratto dall'album. Sono curiosa di scoprire su quale dei dodici brani ricadrà la scelta".

(di Mattia Marzi)

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