Warner, ipotesi e fantaipotesi sulle prossime mosse di Bronfman

Warner, ipotesi e fantaipotesi sulle prossime mosse di Bronfman
Negli Stati Uniti, dove il passaggio di proprietà di Warner Music sta per avere luogo, la girandola di voci, ipotesi e supposizioni concernenti il futuro della major musicale è già inarrestabile. E prendono forma gli scenari e le previsioni più disparate, suggerite dal fatto che il nuovo timoniere Edgar Bronfman Jr. (vedi News) ha bisogno di tagliare subito i costi di esercizio dell'impresa discografica-editoriale (si parla di 200 milioni di dollari) per tenere buoni i suoi finanziatori (Thomas H. Lee Partners, Bain Capital e Providence) desiderosi di rendere redditizio in breve tempo il loro investimento.
Poiché già il management precedente aveva provveduto ad usare la forbice dove possibile, a Bronfman non resterebbe che vendere un pezzo di società. O addirittura cederla in toto, subito: e a quel punto l'imprenditore canadese si svelerebbe essere il tramite di un'operazione di pura speculazione finanziaria molto più complessa di quel che sembrava a prima vista. Troppa fantasia? Forse. Fatto sta che qualcuno, negli USA, ipotizza che il piano di Bronfman preveda la vendita della casa di edizioni musicali Warner Chappell (che vale 1,2/1,5 miliardi di dollari) ad una non meglio specificata terza parte, nonché la cessione ad EMI delle attività discografiche per la stessa cifra (1,6 miliardi di dollari) che la società inglese si era già dichiarata disposta a pagare. Così facendo, la cordata Bronfman intascherebbe subito centinaia di milioni di dollari, mantenendo magari una posizione più defilata nel business. Un'altra ipotesi, molto meno avventurosa e forse più realistica, prevede invece che Bronfman, Roger Ames e il team dirigente di Warner cerchino di tagliare altri rami secchi, dove possibile: consolidando, come già si è vociferato, le strutture di alcune etichette, chiudendo nel mondo le filiali meno redditizie e razionalizzando la gestione del publishing.
La tesi opposta alla prima, secondo cui Bronfman cercherà di comprare anche la EMI (ma come la metterebbe con l'antitrust?), è stata smentita dal diretto interessato.
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