Nasce la Warner di Bronfman: nel segno della continuità?

Nasce la Warner di Bronfman: nel segno della continuità?
Continuerà a chiamarsi Warner Music Group, la major del disco e delle edizioni musicali che il gigante americano dei media Time Warner ha deciso di vendere all’imprenditore canadese Edgar Bronfman Jr., già proprietario, fino a tre anni fa, di Universal Music (vedi News). La scelta di conservare il vecchio nome serve forse anche a rimarcare il fatto che parte venditrice e compratore dovrebbero continuare a collaborare su più fronti e che Time Warner, entro i prossimi tre anni, avrà la possibilità di riprendere in mano il 15 % del capitale (ad un prezzo ribassato del 25 % rispetto al valore corrente di mercato), ma anche di riservarsi una quota aggiuntiva del 19,9 % se la stessa major dovesse fondersi in seguito con un’altra società.
Come largamente anticipato, l’offerta vincente di Bronfman, che il management di Time Warner ha preferito a quella avanzata da EMI (vedi News), è stata di 2,6 miliardi di dollari per l’intera divisione musicale del gruppo, casa discografica (comprendente le etichette Warner Bros., Elektra e Atlantic e un “roster” artistico in cui figurano nomi come Madonna, Red Hot Chili Peppers e R.E.M) ed edizioni musicali (Warner Chappell); nella cifra è inclusa anche l’assunzione di debiti societari per un valore pari a 1,2 miliardi di dollari. Alla cordata di Bronfman partecipano i gruppi Lexa Partners, Bain Capital, Providence Equity Partners e Thomas H. Lee Partners (che rileverebbe la quota maggiore del capitale, pari a quasi la metà del totale); non compaiono invece nella lista ufficiale dei finanziatori la società Quadrangle né Haim Saban, l’imprenditore di origine egiziana il cui nome appariva da settimane a fianco di quello di Bronfman. “Un gruppo sofisticato e ben strutturato (finanziariamente) di investitori”, lo ha definito il manager canadese, che ha voluto inviare un messaggio rasserenante alle truppe Warner sparse per il mondo: a dispetto delle voci che lo davano desideroso di ingaggiare dirigenti discografici del suo vecchio team come Jimmy Iovine e Lyor Cohen (vedi News), Bronfman ha dichiarato, in un comunicato stampa, di “non vedere l’ora di lavorare al fianco di Roger Ames e del suo eccellente team di management” (anche se alcuni organi di stampa anticipano che la società sarà comunque oggetto di “ristrutturazioni sostanziali”). Mentre lo stesso Ames, numero uno di Warner Music, si è dichiarato lieto di poter tornare “alle radici indipendenti sui cui l’industria musicale e il gruppo Warner sono stati costruiti”. Il presidente di Time Warner, Dick Parsons, ha sottolineato dal canto suo che la cessione di Warner Music è stata decisa “nel miglior interesse degli azionisti”, e che “non solo la vendita aumenterà notevolmente la nostra flessibilità finanziaria, ma ci permetterà di perseguire maggiori opportunità di crescita nelle nostre altre aree di business”.
La vendita stessa è naturalmente soggetta al vaglio delle autorità che vigilano sulla tutela della concorrenza; e prima che venga effettivamente finalizzata potrebbero passare fino a 60 giorni.
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