Time Warner ha scelto: meglio Bronfman che la EMI

Time Warner ha scelto: meglio Bronfman che la EMI
Grazie anche ad un rilancio in extremis (da 2,5 a 2,8 miliardi di dollari), Edgar Bronfman Jr. e i suoi partner hanno battuto EMI sul filo di lana, aggiudicandosi il diritto esclusivo di trattare con Time Warner l'acquisto del suo ramo discografico, Warner Music. Lo ha deciso il cda della multinazionale americana al termine di una lunghissima riunione, in cui i membri del “board” hanno deciso di accettare le raccomandazioni espresse dal management: negli ultimi giorni i vertici aziendali, capitanati da Dick Parsons, avevano infatti mostrato di preferire il “pacchetto” messo sul piatto dalla cordata finanziaria che, oltre a Bronfman, comprende il magnate delle TV per ragazzi Haim Saban e i gruppi finanziari Thomas H. Lee Partners, Bain Capital, Quadrangle Group e Providence Equity. Decisivo, nella preferenza accordata all'imprenditore canadese un tempo alla guida di Universal, sarebbe stato l'insorgere sulla scena di una prospettata fusione tra BMG e Sony (vedi News), eventualità che renderebbe molto più difficile il passaggio dell'esame antitrust, su entrambe le sponde dell'Atlantico; oltre al fatto che l'offerta di Bronfman & Co. include anche la società di edizioni musicali Warner Chappell e, permettendo a Time Warner di “barattare” una quota della cifra pattuita con la conservazione di una quota (fino al 20 %) nel capitale sociale, consentirebbe a Parsons e ai suoi di tenere un piede nel business musicale (caso mai dovesse risollevarsi, prima o poi).
Anche per questo motivo le clausole dell'accordo guardano già avanti: pare che Bronfman abbia riconosciuto a Time Warner anche una percentuale dei profitti derivanti da un'eventuale vendita futura della casa discografica, nonché la possibilità di aumentare la sua quota di un altro 20 % nel caso di una successiva fusione con un altro gruppo. La EMI, però, non sarebbe ancora fuori dai giochi: la major britannica, se interessata, potrebbe sempre tornare in corsa nel caso in cui la vendita al team di Bronfman dovesse fallire per qualsiasi motivo.
La decisione espressa da Time Warner ha già scatenato una ridda di supposizioni: qualcuno immagina che lo stesso Bronfman potrebbe pensare di affidare la guida di Warner a manager esperti e amici come Jimmy Iovine e Lyor Cohen, oggi nel team Universal ma con contratto scaduto; mentre altri sottolineano gli imbarazzi di Eric Nicoli, presidente della EMI, che davanti agli azionisti deve giustificare la terza sconfitta consecutiva sul fronte dei “merger”, dopo il naufragare dei due tentativi precedenti con la stessa Warner e poi con BMG (vedi News).
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