Comunicato Stampa: Tour teatrale per Enzo Jannacci

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MUSICA srl
Presenta

ENZO JANNACCI
in
“ L'UOMO A META' ”
Tour teatrale 2003/2004

Non sarà proprio un tour come i soliti, ENZO JANNACCI non è mai omologabile. La sua voglia di darsi, sul palcoscenico è sempre stata la sua vocazione, una delle sue 'metà' e il suo istinto teatrale, totale e divorante. Ma sul palco JANNACCI sa fare di tutto, recitare, cantare, vivere e raccontare anche l'altra metà, finendo per darsi al 'doppio'. Per questo i suoi spettacoli/concerto sono sempre un richiamo pieno di sorprese, specialmente da quando, con gli ultimi lavori discografici, l'artista è riuscito a contenere tutta la sua 'verve' creativa, tutta la sua voglia di dire e di dirsi come lui vede il mondo, dentro il registro della poesia. Attualità, ricordo, invettiva, tenerezza e guizzo da saltimbanco di qualità hanno trovato, grazie alla sua imponente maturità artistica, un binario di solide certezze nel modo profondo di affrontare la vita quotidiana, quella di tutti, rendendola poesia civile e, a modo suo, rinnovandola.
Il concerto lo vedrà sul palco, al centro di un quadro scenico teatralmente illuminato a commento dei singoli brani, sottolinenando le singole atmosfere. Nella prima parte, alcune tra le più significative canzoni del suo recente, poetico “L'UOMO A META'” (“Sottotenente”, “E' stato tutto inutile”, “Maria”, “Lungometraggio” e “L'uomo a metà”) si affiancheranno a repertori che toccheranno significativamente anche il suo precedente lavoro discografico, per poi fare incursione in quei 'giochi' musical/teatrali, fatti con l'amico Gaber, come l' ironicamente attuale “La strana famiglia” e il totalmente teatrale ”Aspettando Godot” di Samuel Beckett, lavoro di recitazione di cui Gaber firmava anche la regia e che ENZO JANNACCI ha scelto per aprire il suo spettacolo, evidente omaggio all'artista scomparso. Nella seconda parte, si cambia registro. Si va a confronto con una lettura poetica del repertorio più 'popolare' di Enzo, quello della sua formazione che traeva forza e bellezza anche dall'appropriato uso della lingua comune che, allora era il 'milanes' con cui dolenza, ironia e fatalismo acquisivano senso formale e inimitabile bellezza consentendo di entrare intimamente in contatto con il sentimento sociale e il dramma personale dei bei personaggi che Jannacci estraeva dall'oscurità della realtà quotidiana. Ecco allora brani poco frequentati come “Ti te se no”, “El me indirizz”, “M'han ciamà” trovare senso vicino ad 'ever green' come “El purtava i scarp del tennis”, “Sei minuti all'alba” o il capolavoro “Vincenzina”, fino alla risata intelligente e fulminante per le storie, narrate come veri 'film', del sagace “Armando” e dello strampalato che “Faceva il palo…”.
Attenzione però, non tragga in inganno l'evidente filo poetico che pervade lo spettacolo, perché sarà un filo molto robusto, reso teso dai suoni tenaci e raffinati di ALFREDO GOLINO (batteria), DINO D'AUTORIO (basso elettrico), MARCO BRIOSCHI (tromba), GIORGIO COCILOVO (chitarre), arrangiati con maestrale esuberanza e ribalda competenza dal mai solito PAOLO JANNACCI. Un filo su cui l'acrobata ENZO JANNACCI, ora camminando ora correndo, infilerà perle su perle, emozioni su emozioni.
JANNACCI ha appena ricevuto, per il secondo anno consecutivo la Targa Tenco per “L'Uomo a Metà”, dall'album omonimo, quale miglior canzone del 2003. L'importante riconoscimento giunge a ridosso di un tour teatrale di poche e selezionate date che, dal prossimo 22 novembre porterà Enzo Jannacci a proporre il suo capolavoro in giro per l'Italia, passando da Milano (il 1 Dicembre al Teatro Strehler) a Torino (6 dicembre al Teatro Colosseo), dall'Emilia (Reggio Emilia, Palasport, il 9 dicembre) a Firenze (il 10 dicembre al Saschall), dalla Sardegna (Sassari, Teatro Verdi, il 15 dicembre) a Roma (il 17 dicembre all'Auditorium); verso altre località (Rovereto, Brescia, Catanzaro) secondo un calendario in corso di definizione.
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