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NEWS   |   Industria / 19/11/2003

La proposta di Sony Music: 'Facciamo dischi più belli e più corti'

La proposta di Sony Music: 'Facciamo dischi più belli e più corti'
Qualcuno, ai piani alti delle major, ne è sempre più convinto: i dischi pop e rock, complice la compressione delle informazioni sonore consentita dalla tecnologia digitale, sono diventati troppo lunghi, faticosi all'ascolto e, spesso, pieni zeppi di materiale superfluo. Che sia anche questo uno dei motivi di popolarità del file sharing (e ora del downloading a pagamento da Internet) così come della parallela crisi di vendite nei negozi? Di questa idea sono, per esempio, Howard Stringer e Don Ienner, coppia di vertice della Sony Music negli Stati Uniti. “Oggi c'è effettivamente la tendenza a stipare troppa musica nei CD”, ha detto al Los Angeles Times proprio Ienner, che vorrebbe spingere i suoi artisti a pubblicare album più brevi e concisi. “La scelta finale tocca a loro. Ma io credo – e le ricerche di mercato lo confermano – che il pubblico ritenga che negli album in commercio oggi ci siano troppi riempitivi. Dovremmo preoccuparci di restituire valore a chi compra i nostri dischi, e non importa se le canzoni sono otto, dieci o venti”.
Si tratterebbe, insomma, di tornare ai vecchi tempi, quando gli album in vinile (e quasi tutti i capolavori del rock) duravano 35-40 minuti, invece dei 70 o più di molti CD attualmente in circolazione. Tutto bene, se si riuscisse a ridurre contemporaneamente i prezzi di vendita al pubblico: altrimenti si rischia un effetto controproducente e di segno opposto. Ma c'è da tener conto del fatto che gli stessi contratti degli artisti, oggi, prevedono la realizzazione di album che contengono un numero elevato di canzoni e che recano un prezzo conseguentemente più elevato. E i diretti interessati non vedrebbero naturalmente di buon occhio una riduzione delle loro royalties, calcolate sul prezzo di listino, o dei diritti d'autore, che dipendono dal numero di canzoni contenute nel disco. Qualche musicista, comunque, ha già cominciato a valutare con attenzione questa possibilità: dai Radiohead, che hanno dichiarato recentemente di voler pubblicare più EP che album nel prossimo futuro (vedi News), all'americano Ben Folds, che negli ultimi mesi ha messo in pratica il suo credo dando alle stampe due mini LP di cinque brani ciascuno.
E l'idea di avere sul mercato album più corti solletica anche altre case discografiche, oltre alla Sony, e piace molto anche ai rivenditori di dischi. La catena americana Wal-Mart, per esempio, ha chiesto all'industria di provare a pubblicare mini album contenenti non più di sette pezzi, che potrebbero essere venduti a circa 8 dollari al pubblico: e sembra che dopo la Universal anche EMI e BMG abbiano intenzione di rispondere all'appello.