Go Wild, Brando lancia una 'factory' musicale in esclusiva per Universal

Go Wild, Brando lancia una 'factory' musicale in esclusiva per Universal

Produzioni artistiche ed esecutive, talent scouting, consulenza artistica ed editoriale, management: nasce in Italia una "factory" musicale a ciclo completo, Go Wild, che dal 1° marzo lavora in esclusiva per Universal Music Italia e che ha il suo motore in Orazio Grillo, in arte Brando, co-fondatore della neonata società insieme alla moglie Raffaella Aldieri. "Mi ritengo un musicista con attitudine manageriale e un buon fiuto, mi muovo come un allenatore. So tirare fuori il massimo dagli artisti, ne conosco la natura e parliamo la stessa lingua", spiega nel comunicato che dà annuncio della partnership il poliedrico musicista-produttore. "Orazio è una figura unica nel panorama discografico italiano e la sua polivalenza ed indipendenza completano e integrano perfettamente la struttura di una grande multinazionale come Universal Music Italia" ribatte il presidente della major Massara, di cui Brando sarà anche personal consultant artistico: i due si conoscono da molto tempo e già nel recente passato, per due anni, avevano messo in piedi un rapporto di consulenza artistica/A&R per la società.

All'interno di Universal Go Wild agirà da polo discografico indipendente avvalendosi di un proprio network di professionisti per sviluppare progetti "dall'artista al prodotto". E il nome stesso della società è simbolico: "Go Wild" si intitolava anche il primo album di Brando con il gruppo rockabilly Boppin' Kids, anno di grazia 1986. "Un disco che da allora è rimasto una sorta di evergreen di quel genere musicale", racconta a Rockol il vulcanico catanese, personaggio multitasking che sulla scena catanese dell'epoca si muoveva a fianco del compianto Francesco Virlinzi, titolare della Cyclope Records che lanciò Carmen Consoli, e che in seguito ha pubblicato tre album per Polydor e due per BMG prima di entrare nell'orbita della Soleluna di Jovanotti, collaborare con Universal (fino a un anno e mezzo fa), diventare manager e produttore di Emma, lavorare al progetto Modà con l'etichetta Ultrasuoni di RTL, RDS e Radio Italia. "Sono sempre stato un tipo 'agitato', che si muove fuori dai palazzi e che ha tanto voglia di fare andando sempre dritto per la sua strada", conferma. "Mi piaceva l'idea di avere una società che nel nome desse un'indicazione di quello che sono". Una società che contiene un po' di tutto, anche ... "Un po' come la mia vita! Ho fatto tantissime cose mettendo il becco un po' dappertutto, ho seguito progetti a 360 gradi suonando il basso in studio di registrazione e curando nei dettagli i piani promozionali". "Go Wild", spiega, "è anche un modo per accorciare la strada tra artisti e discografici, due categorie che quasi sempre faticano a comprendersi e a entrare in sintonia. Saremo come un Freccia Rossa con una corsa preferenziale, veloci come un'indipendente ma a tutti gli effetti parte di una major perché Go Wild è un marchio Universal. Potrò acquisire artisti nuovi, è ora di tornare a investire sul futuro e mi piacerebbe scovare un cantautore giovane capace di avere lo stesso impatto dei nomi storici. Ma lavorerò anche con artisti che magari al momento sono in stand-by e che ritengo meritevoli di rilancio: è quello l'approccio che mi aveva spinto a portare in Universal artisti come Francesco Sarcina o come Cristiano De André, gente che rappresenta un patrimonio della musica italiana e che a volte per incomprensioni e vicissitudini personali si era persa un po' per strada".

In una struttura che, dice, si ispira a certi modelli anglosassoni ("in Italia c'è stata la BlackOut della PolyGram: ma erano altri tempi e altre musiche, e noi non avremo limiti di genere), il suo ruolo essenziale sarà quello del produttore: "Un ruolo che molti, in Italia, confondono con quello di arrangiatore mentre si tratta di una cosa completamente diversa: il produttore è una persona che deve avere una visione a 360 gradi, saper suonare e registrare ma anche immaginarsi in testa tutta la filiera del prodotto, dallo studio al negozio di dischi. Un po' quello che ho fatto con Emma, che con 'Schiena' ha realizzato l'album più venduto di Universal del 2013. Parto sempre dalle canzoni e dal suono, che in un disco di musica pop sono gli ingredienti fondamentali. E ci metto una dedizione totale: per questo conto di seguire non più di tre o quattro progetti all'anno". "Ho sempre fatto talent scouting anche quando si tratta di scegliere i migliori promoter, fonici o mixer sulla piazza, ho sempre cercato di mettere insieme una squadra", aggiunge a proposito del team di cui si circonderà. "Con me ci saranno i ragazzi con cui ho realizzato 'Schiena', Fabrizio Ferraguzzo che lavorara con Mara Maionchi e l'ex produttore di Fabrizio Moro Roberto Cardelli. Cercherò anche di tirare dentro Mauro Pagani, Roberto Vernetti e tutte le persone che in questo ambiente conosco e apprezzo: l'idea è di mettere assime una task force di appassionati intenzionata a ridare lustro a uno dei lavori più belli del mondo".

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