KaZaA & C., i nemici della discografia diventano strumenti di marketing

Non tutto il male prodotto dalla circolazione non autorizzata di musica su Internet vien per nuocere. Una società americana, BigChampagne, è stata incaricata dalle major discografiche di monitorare quel che succede su reti di file sharing come KaZaA e Morpheus con l'obiettivo di convincere i grandi network radiofonici a trasmettere i pezzi più richiesti e scambiati in rete dal pubblico degli appassionati. Le etichette si sono infatti convinte che il successo di un brano nell'ambito delle comunità di downloading musicale precede di solito quello radiofonico: una volta dimostrato che una determinata canzone viene scaricata a gran ritmo dai consumatori dotati di computer, sarebbe più facile convincere i programmatori dei network a metterla tempestivamente in “heavy rotation” sui loro canali. “E' uno strumento che abbiamo effettivamente cominciato ad utilizzare, e fa parte di una tendenza più generale a usare dati prodotti in tempo reale, piuttosto che le charts radiofoniche, per stilare i nostri piani di marketing”, ha confermato alla Reuters Jeremy Welt, responsabile dei new media alla Maverick Records, la casa discografica fondata da Madonna.
    Non tutto il male prodotto dalla circolazione non autorizzata di musica su Internet vien per nuocere. Una società americana, BigChampagne, è stata incaricata dalle major discografiche di monitorare quel che succede su reti di file sharing come KaZaA e Morpheus con l'obiettivo di convincere i grandi network radiofonici a trasmettere i pezzi più richiesti e scambiati in rete dal pubblico degli appassionati. Le etichette si sono infatti convinte che il successo di un brano nell'ambito delle comunità di downloading musicale precede di solito quello radiofonico: una volta dimostrato che una determinata canzone viene scaricata a gran ritmo dai consumatori dotati di computer, sarebbe più facile convincere i programmatori dei network a metterla tempestivamente in “heavy rotation” sui loro canali. “E' uno strumento che abbiamo effettivamente cominciato ad utilizzare, e fa parte di una tendenza più generale a usare dati prodotti in tempo reale, piuttosto che le charts radiofoniche, per stilare i nostri piani di marketing”, ha confermato alla Reuters Jeremy Welt, responsabile dei new media alla Maverick Records, la casa discografica fondata da Madonna.

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