Musica digitale, ora tutti guardano all'Europa

Musica digitale, ora tutti guardano all'Europa
Mentre negli USA le vendite di canzoni sotto forma di download digitali superano già quelle dei tradizionali CD singoli (vedi News), la grande guerra della musica on-line sta per spostare il suo fronte in Europa. Nei primi sei mesi del 2004 è atteso lo sbarco sul Vecchio Continente di almeno quattro o cinque “big player” americani del settore con versioni ad hoc, e redatte nelle lingue locali, delle piattaforme digitali che consentono di scaricare e copiare a pagamento musica dal Web. Tra questi figurano certamente Apple Computer con il suo iTunes Music Store, il Napster 2.0 allestito da Roxio e il Rhapsody di RealNetworks più, forse, un nuovo servizio di download digitale approntato da Amazon. Tutti, a cominciare da Apple, dovranno affrontare un gruppo di concorrenti già ben posizionati sul mercato di cui fanno parte il portale MSN di Microsoft, la francese FNAC e servizi paneuropei come quelli forniti da MTV Networks e dalla Tiscali di Renato Soru. “Ma l'arrivo di Apple è benvenuto: il mercato ha bisogno di concorrenza, perché questo aiuterà i consumatori a capire che esistono alternative legali nel mondo della musica digitale”, ha dichiarato all'agenzia Reuters Charles Grimsdale, partner di Peter Gabriel in OD2, la società che in Europa si occupa di acquisire i diritti di licenza e di fornire i servizi di “hosting” Internet a una ventina di “negozi digitali” (compresi quelli succitati). E' un parere, quello di Grimsdale, interessato e interessante, dato che OD2 ha sviluppato in Europa una stretta collaborazione con il principale concorrente di Apple, Microsoft, di cui adotta il formato di compressione Windows Media Audio (con un catalogo attuale di 220 mila brani disponibili per il download, e altri 500 mila già licenziati ma ancora da convertire in forma di file digitali).
Proprio la necessità di valutare con attenzione il profilo della concorrenza e di risolvere i complicati problemi delle licenze di vendita on-line, in un continente dove ogni nazione ha le sue agenzie di collecting dei diritti e gli artisti possono essere legati contrattualmente a diverse etichette, a seconda del territorio, avrebbe indotto la Apple a posticipare i suoi piani di ingresso sul mercato, che inizialmente prevedevano un lancio di versioni locali dell'iTunes entro fine anno. Ma la battaglia, a questo punto, è solo ritardata di alcuni mesi.
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