FIMI: 'Meglio niente TV sugli Awards, che una Rai così'

Il 22 ottobre scorso, alla presenza di un funzionario della seconda rete, la FIMI annunciava in conferenza stampa a Milano il raggiunto accordo con la Rai per la trasmissione in diretta degli Italian Music Awards, giunti quest’anno alla quarta edizione: eppure, già in quell’occasione (come riferito da Rockol, vedi News), qualche alto dirigente dell’associazione dei discografici ci aveva confessato, sotto voce, di non sentirsi tranquillo, e di temere ancora qualche sgambetto da parte dell’ente pubblico televisivo, inviperito per il no ripetuto delle majors al prossimo Festival di Sanremo. Premonizione azzeccata, dato che, come si è venuti a sapere venerdì scorso (vedi News), le cose sono andate esattamente così: rivelando, nel gioco diplomatico, una Rai molto più smaliziata della controparte.
“Nei giorni scorsi”, racconta ora Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, “abbiamo incontrato Tony Renis e la Rai ha nuovamente rilanciato su Sanremo, sottoponendoci un bozza di convenzione quinquennale che impegna la TV pubblica, tra l’altro, alla copertura (parziale) delle spese sostenute dalle case discografiche e mai rimborsate, alla creazione di nuovi spazi televisivi anche per i generi di nicchia, al sostegno televisivo per i nostri premi della musica. Tutti elementi interessanti, se non fosse che la stessa convenzione include anche la prossima edizione del festival: al nostro ennesimo, per quanto gentile, rifiuto, il direttore generale Cattaneo ha replicato comunicandoci che la Rai non avrebbe più trasmesso gli Awards”. A Rockol Mazza ha già anticipato che la FIMI non ha intenzione, a questo punto, di tirarsi indietro (vedi News): perso il partner televisivo, la cerimonia di premiazione potrebbe ridimensionarsi ad un evento per addetti ai lavori. “Il meccanismo si è messo in moto, l’Academy sta funzionando regolarmente e dunque la manifestazione seguirà il suo corso”, ci ha confermato Paolo Franchini, che per conto di FIMI presiede il comitato organizzatore dei premi. “Non sappiamo ancora se si tratterà di un evento ad inviti, di una conferenza stampa o di che altro. Ma certo è che gli Awards vivono ormai di vita propria, e possono andare avanti anche senza Rai e senza televisione: a noi serviva un partner televisivo che ci rispetti e che abbia a cuore la musica".
Intanto però la FIMI è nel caos: e sia il promoter Maurizio Salvadori (che avrebbe dovuto organizzare lo show del 28 novembre al Forum di Assago) che i discografici sono comprensibilmente frastornati, e di umor nero, in queste ore. “E’ innegabile”, ammette Franchini. “Anche perché eravamo piuttosto avanti nelle trattative con gli artisti, italiani e internazionali, e si stava profilando un cast di prima grandezza. Con meno di un mese a disposizione, è improbabile pensare ad un’alternativa all’evento così come era stato concepito in origine. Paradossalmente io sono convinto che da questa vicenda gli Awards usciranno rafforzati: porteranno nuova attenzione e solidarietà a un’industria che ha i suoi problemi ma che continua a produrre musica e cultura”.
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