Renzi, Cinquetti, 'Non ho l'età': 'Testo reazionario? Il '68 era ancora lontano'

Renzi, Cinquetti, 'Non ho l'età': 'Testo reazionario? Il '68 era ancora lontano'

Matteo Renzi fa parlare i giornali aprendo il suo discorso per la fiducia al Senato con una citazione di "Non ho l'età (Per amarti)". E Gigliola Cinquetti, che del brano vincitore del Festival di Sanremo 1964 fu la giovanissima interprete, confessa ad Andrea Laffranchi, sul Corriere della Sera di oggi, di avere lottato per anni con quella canzone e soprattutto con quel testo, che "a ragione, era visto come un testo reazionario" mentre lei, allora giovanissima, stava "dalla parte da cui tirava il vento della storia" e non si identificava con quel messaggio edificante e conservatore.

"C'è qualcosa che non quadra", reagisce Alberto Salerno, produttore discografico, paroliere - suo è fra i molti altri il testo di "Io vagabondo" dei Nomadi - e figlio di quel Nisa (pseudonimo di Nicola Salerno) che firmò la hit con Mario Panzeri e Gene Colonnello. "Gigliola è molto carina e gentile, ma fa un po' di confusione sui tempi. Il '68 arrivò quattro anni dopo, allora vivevamo ancora in una società perbenista e moralista completamente diversa da quella che sarebbe diventata in seguito. Se 'Non ho l'età' fosse uscita nel '69 avrebbe ragione di dire così, ma a quell'epoca la massima forma di trasgressione per i ragazzi era fumarsi una sigaretta di nascosto. Le donne, a quei tempi, facevano le casalinghe, quelle che lavoravano erano sì e no il venti per cento della popolazione. E quel testo era stato scritto proprio per una ragazza di sedici anni come lei". C'erano già i Beatles e Bob Dylan, nel 1964... "In America e in Inghilterra, ma non in Italia", ricorda Salerno che allora di anni ne aveva quattordici. " 'Please please me' la Carisch da noi lo pubblicò solo nel 1965. E sempre al '65 risale il mio primo ricordo di Dylan, attraverso la cover di 'Mr. tambourine man' che ne fecero i Byrds".

E' stata ingenerosa, la Cinquetti? "Con quella canzone Gigliola ha venduto tre milioni e mezzo di copie in Europa e ha vinto l'Eurofestival. Doveva avere un suo valore, dunque, anche se era figlia dei tempi e bisogna contestualizzarla: anche 'Una lacrima sul viso' o 'Avevo un cuore (che ti amava tanto)' oggi non mi piacciono più come allora. Capisco che i cantanti sentano il peso di certe canzoni che si portano dietro per tutta la vita, e che se la tua canzone manifesto è 'Vita spericolata' il discorso è diverso. Ma quali altre canzoni manifesto potrebbe avere Gigliola? Non mi sembra che 'La pioggia' abbia avuto lo stesso successo".

Salerno svela qualche retroscena di quel lontano Sanremo. "Ladislao Sugar, che allora era il capo supremo della CGD-Messaggerie Musicali, aveva incaricato mio padre, Panzeri e Colonnello di scrivere due canzoni per il Festival, una per la Cinquetti lanciata da Castrocaro e una per Piero Focaccia che veniva dal successo di 'Stessa spiaggia stesso mare'. Anche se nei bollettini depositati in SIAE appaiono i nomi di tutti e tre, il regolamento di Sanremo prevedeva che un autore firmasse un solo testo. Colonnello preferì puntare su Focaccia, che venne eliminato la prima sera. E mio padre accettò di firmare quello della Cinquetti. Gli comunicarono che aveva vinto mentre giocava alla roulette, si precipitò sul palco e ricevette la medaglia d'oro riservata agli autori. Che oggi si parli di 'Non ho l'età' per quel che ha detto Renzi mi fa sorridere. E se Gigliola ha fatto pace con la canzone ne sono contento". Anche se nessuno si ricorda mai di citarne i compositori? "A questo siamo abituati. Noi autori passiamo la vita in cucina".

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