Da discografico a manager (1): Tino Silvestri e Arisa

Da discografico a manager (1): Tino Silvestri e Arisa

Una vittoria al Festival di Sanremo ha molti padri e molte madri. L'interprete e l'autore della canzone, prima di tutto, ma anche una casa discografica, una società di edizioni musicali, un produttore, un arrangiatore. E un manager. Che nel caso di Arisa, trionfatrice di Sanremo 2014, è un ex discografico: Tino Silvestri, in Warner (tuttora la casa discografica dell'interprete di "Controvento") per 23 anni prima di uscirne nel marzo del 2012. Commentando il successo su Facebook, ha definito il festival di quest'anno particolarmente difficile e faticoso. Perché? "La necessità di proporre due brani moltiplica l'impegno e la difficoltà", spiega. "Quando si trattava di presentarne una sola canzone, la scelta cadeva istintivamente sul pezzo di maggiore impatto che si aveva a disposizione. Ma ora diventa più difficile orientarsi: la commissione artistica pretende giustamente due brani importanti, ma con questo meccanismo quello scartato finisce per bruciarsi un po'. Ovvio che se vai in ospite in tv ti chiedano il pezzo che ha vinto, non quello che è stato escluso la prima sera. Per di più, il repertorio di Arisa non è mai stato radio-friendly, 'Sincerità' all'inizio era stata rifiutata di tutti. E dunque si tratta di trovare altri canali promozionali. 'Lentamente' era il pezzo su cui avevamo lavorato di più facendone anche diverse versioni: una proposta sicuramente più difficile, perché il bolero è un genere che era in voga negli anni Venti del secolo scorso e che in Italia ha avuto successo l'ultima volta nel 1984 con 'Max' di Paolo Conte, giusto trent'anni fa. L'eliminazione alla prima serata è stata per Arisa un grossissimo dispiacere, lei quel pezzo lo ama molto e diventerà difficile, a questo punto, riproporlo come singolo".

Da uomo di musica, Silvestri partecipa a tutte le decisioni artistiche che riguardano la carriera di Arisa. Scelta delle canzoni, dei produttori, degli studi di registrazione. Ma non solo. "Abbiamo rinnovato da poco il contratto con Warner, interfacciandoci con una nuova struttura dirigenziale. E il mio compito è trovare un equilibrio tra le esigenze della casa discografica e quelle dell'artista, che non ha nessuna intenzione di scendere a compromessi: dalla scelta dell'abbigliamento alle fotografie, dai testi agli arrangiamenti delle canzoni, vuole avere voce in capitolo". Per quanto riguarda il nuovo album, "Se vedo te", Silvestri si è ritagliato il ruolo di produttore esecutivo. "Il che significa che ho gestito tutte le risorse economiche e artistiche, discutendo le scelte in armonia o in contrapposizione ai diversi gruppi di lavoro coinvolti, perché ovviamente non si è d'accordo su tutto. Nell'album sono stati inclusi pezzi che a una prima selezione erano stati scartati e che poi sono stati affidati a persone diverse. E' il caso del brano di Dente, che io trovo straordinario. Non si può imporre a un artista di cantare una canzone che non gradisce, ma neanche a un produttore di lavorare su un pezzo che non ha scelto. Per questo motivo abbiamo realizzato l'album con tre team di produzione diversi: la sfida è stata portare avanti la ricerca restando fedeli a se stessi".

Il suo coinvolgimento con Arisa, ricorda Silvestri, è nato quasi per caso. "Lasciata la Warner avevo iniziato a fare altre cose, occupandomi di altri settori e trascorrendo parecchio tempo fuori dall'Italia. Ma è stata proprio lei a propormi di farle da manager, dopo un incontro in cui mi aveva elencato i problemi che aveva avuto prima di allora. Problemi di carattere economico, come quasi sempre succede. Che l'artista perda i soldi che gli spettano per qualche concerto tutto sommato fa parte del rischio del mestiere. Ma che a non pagarlo sia il suo manager è assurdo. Non ci sono leggi o regolamenti che disciplinino la materia, ma io mi rifiuto di incassare denaro in nome e per conto del mio assistito. Non sono un agente, ci tengo a non avere doppi ruoli e a evitare conflitti di interesse. Faccio un esempio: rappresento in esclusiva un autore, Chris Lavoro, che ha scritto per Violetta (Zironi), concorrente a  X Factor, e per la stessa Arisa; ma per il pezzo incluso in 'Se vedo te' ho rinunciato alla mia quota di edizioni. Desidero proteggere i miei artisti, e per farlo il primo a comportarmi in modo corretto devo essere io".

Per un ex discografico, sostiene Silvestri, non è così difficile trasformarsi in manager. "Le competenze richieste rientrano abbastanza nella norma, per chi ha una certa esperienza alle spalle. Bisogna saper leggere i contratti, saper trattare le questioni di carattere amministrativo e legale. Un buon manager deve avere piena consapevolezza di cosa lui e il suo artista stanno per firmare. E rivolgersi a un avvocato solo se insorgono problemi particolari o c'è in ballo una citazione in tribunale. L'anomalia italiana, invece, è che da noi la stragrande maggioranza degli artisti ha come manager il proprio avvocato: una situazione dettata dalla carenza di figure professionali competenti e affidabili ma una scelta discutibile perché in contrasto con il codice deontologico dell'ordine. Non succede né in America né in Inghilterra, non si capisce perché in Italia ci debba essere sovrapposizione di ruoli e perché un consulente legale debba diventare anche editore, produttore esecutivo, manager...Anche le case discografiche, ultimamente, pretendono di fare management. E anche in questo caso si tratta di ruoli contrapposti che generano una anomalia".

I problemi per un manager si complicano, e il carico di lavoro aumenta, quando si rappresenta un'artista che, come Arisa, non si limita a fare dischi e cantare dal vivo. La cantante nata a Genova (ma originaria di Pignola, nei dintorni di Potenza) ha lavorato in televisione e al cinema, e ha pure scritto due libri... "Per questo", spiega Silvestri, "il mio è un impegno a 360 gradi. Siccome Arisa non ha un agente televisivo, letterario o cinematografico mi occupo di tutto io. E dal momento che quelli non sono i miei settori di competenza mi sono strutturato in maniera adeguata: con me, oggi, lavora un ex produttore televisivo di notevole esperienza, Lorenzo Zambelli Hosmer, e all'artista ho affiancato un assistente personale. Se allargherò il roster, com'è nelle mie intenzioni, aumenterò anche il parco collaboratori. A ogni nuovo incarico che si assume bisogna far corrispondere un servizio professionale adeguato".

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