Tenco, il jazz e il resto: la SAAR rispolvera i suoi gioielli

Tenco, il jazz e il resto: la SAAR rispolvera i suoi gioielli
Walter Gurtler è stato un pioniere della discografia italiana: l’unico testimone/protagonista di una stagione di grandi fermenti musicali, a cavallo tra i ’50 e i ’60, ad essere ancora in piena azione, a quasi ottant’anni di età. Da allora ad oggi è rimasto orgogliosamente indipendente, sopravvivendo ai “merger” aziendali, alle incorporazioni e alle multinazionali (con i suoi alti e i suoi bassi, come tutti: per lui il periodo nero coincise con uno spicchio degli anni ’90, quando gli procurò più di un grattacapo l’atteggiamento disinvolto nella pubblicazione di dischi “live” non autorizzati dagli autori e dalle case discografiche che li avevano sotto contratto). Ma per tutti, Gurtler resta il testimone e cronista discografico di tanto jazz italiano e internazionale, il divulgatore della canzone milanese legata al cabaret, lo scopritore degli “urlatori” Tony Dallara e Fausto Leali, del “molleggiato” Adriano Celentano, e di cantautori come Luigi Tenco.
Tenco, appunto: il cantautore alessandrino firmò per la SAAR di Gurtler nel gennaio del 1964, contratto di due anni con opzione di rinnovo successivo. Arrivava dalla Ricordi, dove aveva debuttato poco prima, e se ne andò anzitempo per passare alla RCA, che gli prometteva ospitate televisive e una partecipazione a quel festival di Sanremo 1967 che ne segnò, invece, la tragica fine. Nel mezzo di tutto questo incise, su etichetta Jolly, un album di canzoni che la SAAR ha appena ristampato in un prezioso doppio CD distribuito da BTF/Venus: un minicofanetto corredato da un libretto che contiene foto, dati storico-biografici e testimonianze di vecchi amici e collaboratori (una rarità assoluta, rispetto ai metodi frettolosi e puramente speculativi con cui la nostra discografia è solita setacciare i suoi archivi), e arricchito da “alternate takes”, da pezzi incisi in omaggio a Dylan, Jannacci e De André (già pubblicati postumi su etichetta Joker, nel 1972), da un medley strumentale inciso quest’anno dall’orchestra di Paolo Tomelleri e persino da una curiosa registrazione a bassa fedeltà che coglie Tenco al lavoro in sala di registrazione, nel 1964, con il maestro arrangiatore Ezio Leoni. Materiale di nicchia, per collezionisti, riemerso proprio in concomitanza dell’edizione 2003 del Premio sanremese intitolato al cantautore, e che segna il debutto in campo “pop” di una nuova etichetta, GMG Music, acronimo dietro cui si celano i nomi dei tre ideatori, Walter Gurtler, suo figlio Boris e il collaboratore di lunga data Vanni Moretto, musicista, jazzofilo e ricercatore di materiali sonori.
“Qualche anno fa”, ha raccontato quest’ultimo a Rockol, “io e Gurtler ci siamo messi a riascoltare vecchie cose del catalogo SAAR, come ‘La ballata dell’uomo ricco’ e ‘La ballata dell’uomo povero’ di Laura Betti e Paolo Poli: è servito a ricordarci quanto fossero straordinarie, ci siamo convinti che era arrivato il momento di dare una rispolverata agli archivi”. Non è stato facile, come sempre accade quando si tratta di rimettere mano a materiale d’epoca per anni abbandonato a se stesso. “I nastri SAAR, per fortuna, erano in buono stato di conservazione, salvo qualche eccezione; ma non si può dire che fossero stati catalogati altrettanto razionalmente, complice anche il trasferimento dal vecchio stabilimento di Pero a quello di Corsico” racconta Moretto, incaricato in prima persona della ricerca.
Le sue passioni musicali lo hanno spinto a recuperare, prima di tutto, le produzioni jazz realizzate dalle etichette del gruppo: “Le registrazioni di Chet Baker, Bud Schenk, Bob Cooper e Buddy Collette che Gurtler aveva registrato a Milano tra il ’57 e il ‘61” (quattro volumi, sotto la sigla di “Milano sessions”, sono già usciti per GMG nei primi mesi dell’anno, mentre altre due raccolte sono state dedicate al duo Basso-Valdambrini). Da lì, l’esplorazione sistematica delle “cantine” SAAR ha riportato alla luce incisioni di Franco Nebbia e Cochi e Renato, del primo Jannacci e di Milly, di Gabriella Ferri periodo Derby e di (appunto) Tenco. “Tutti nastri che abbiamo recuperato e rimesso a nuovo nell’edizione mono originale”, sottolinea Moretto; “nulla a che vedere con quella brutta moda che, a partire dagli anni ’70, imponeva di trasferire in stereo tutto ciò che originariamente non lo era: con risultati spesso tragici, e non rispettosi dell’opera originale”.
Nel caso di Tenco, un ruolo chiave nel concepimento e nella realizzazione dell’opera l’ha avuto Roby Matano, vecchio amico di Tenco e grande conoscitore del suo repertorio. Il valore collezionistico e documentaristico dell’opera è fuor di dubbio: ma vien da chiedersi se il fiuto imprenditoriale di Gurtler gli abbia fatto balenare la possibilità di ricavarci anche qualche frutto economico. “Questi sono dischi costosi da realizzare, anche per la difficoltà e la lunghezza delle ricerche che comportano. Ma sì, sembra che per la buona musica ci sia ancora, fortunatamente, uno spazio sul mercato”, chiosa Moretto. Che è già al lavoro sulla prossima uscita GMG: un disco di Franco Cerri annunciato per inizio 2004, con vecchie incisioni anni ’70 accoppiate a nuove registrazioni completate proprio in questi giorni.
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