IVA sui dischi, il governo italiano propone la riduzione ai partner europei

Che siano fischiate le orecchie, ai collaboratori di Silvio Berlusconi? Mercoledì (22 ottobre), in occasione della presentazione della quarta edizione degli Italian Music Awards (vedi News), il presidente della FIMI, Alberto Pojaghi, si era lamentato dell’inerzia del governo italiano sul problema della riduzione dell’IVA sui CD, esternando la sua delusione per quanto il premier (non) sta facendo durante il semestre di presidenza italiana all’UE. Passano ventiquattro ore, e arriva l’agognata replica: da parte italiana è stata formulata la proposta di inserire i prodotti musicali nell’ormai celebre “allegato H”, la lista delle merci che, come i libri e i biglietti per il cinema, godono in Europa di un’imposizione fiscale ridotta a meno del 5 % (il 4 % nel nostro Paese). La palla passa ora ai ministri delle finanze dei paesi membri, che della questione torneranno a discutere entro il mese di dicembre.
    Che siano fischiate le orecchie, ai collaboratori di Silvio Berlusconi? Mercoledì (22 ottobre), in occasione della presentazione della quarta edizione degli Italian Music Awards (vedi News), il presidente della FIMI, Alberto Pojaghi, si era lamentato dell’inerzia del governo italiano sul problema della riduzione dell’IVA sui CD, esternando la sua delusione per quanto il premier (non) sta facendo durante il semestre di presidenza italiana all’UE. Passano ventiquattro ore, e arriva l’agognata replica: da parte italiana è stata formulata la proposta di inserire i prodotti musicali nell’ormai celebre “allegato H”, la lista delle merci che, come i libri e i biglietti per il cinema, godono in Europa di un’imposizione fiscale ridotta a meno del 5 % (il 4 % nel nostro Paese). La palla passa ora ai ministri delle finanze dei paesi membri, che della questione torneranno a discutere entro il mese di dicembre.
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