Accuse a Microsoft dal governo USA: 'Vuole monopolizzare la musica in rete'

Accuse a Microsoft dal governo USA: 'Vuole monopolizzare la musica in rete'
Dalle stanze del Campidoglio qualcuno ha lanciato il grido d'allarme: le ultime versioni dell'onnipresente sistema operativo Windows rischiano di creare un monopolio Microsoft nel mondo emergente della musica digitale (ed è significativo, del resto, che persino l'arcirivale Apple Computer abbia appena approntato una versione pc del suo popolare negozio on-line iTunes Music Store, vedi News).
Appena un anno fa, dopo un pubblico “processo” che ebbe vastissima risonanza nei media, Bill Gates aveva accettato un compromesso con l'Antitrust USA che voleva imporre limiti e paletti al suo impero nel settore del software informatico e dei programmi per computer. Ma ora, secondo gli amministratori pubblici, starebbe già violando quel patto: sotto accusa è in particolare un link, Shop-for-Music-Online, incorporato nei nuovi programmi Windows XP che, una volta aperto un “folder” di file musicali, orienta automaticamente gli utenti verso un sito Web gestito da Microsoft (windowsmedia.com) per l'acquisto on-line di CD o file audio, indirizzandoli su siti specializzati come CDNow e BuyMusic.com. Non solo: una volta cliccato il link, Windows apre automaticamente il browser Internet Explorer anche nel caso in cui l'utente specifichi di voler usare un diverso software di navigazione in rete (questo non accade invece se ci si indirizza direttamente su altri siti come l'iTunes della Apple o Rhapsody utilizzando un browser a scelta).
Secondo i legali del ministero di Giustizia e i rappresentanti di 19 avvocature di stato ci sono gli estremi per parlare di violazione dei patti concordati con l'antitrust: tanto che contro Microsoft gli stessi soggetti hanno già presentato formale ricorso presso un tribunale federale presieduto dal giudice Colleen Kollar-Kotelly. In base al concordato raggiunto l'anno scorso, il colosso di Seattle dovrebbe garantire ai possessori di computer la possibilità di scegliere liberamente tra software e programmi concorrenti, senza condurli in direzioni obbligate: ciò che Gates, per bocca dei suoi portavoce, ritiene di aver fatto anche in questa circostanza. Il caso, tuttavia, è aperto: e il giudice ha già nominato una commissione di tre esperti (uno dei quali è un ex dipendente Microsoft) per analizzare nei dettagli tecnici la questione.
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