Le Fiamme Gialle a Vinilmania: sequestri e denunce per sedici standisti

Le Fiamme Gialle a Vinilmania: sequestri e denunce per sedici standisti
Trecento espositori provenienti da tutta Europa, più di cinquemila visitatori, centinaia di migliaia di promo, dischi rari, cofanetti, vinili, CD, Dvd (e bootleg, mai realmente scomparsi di circolazione) ricercati avidamente dai fan, dai collezionisti e dai “completisti” che si accalcano pazienti intorno agli stand. L'atmosfera solita di Vinilmania, insomma. Ma stavolta, alla fiera del disco che si è chiusa domenica scorsa, 19 ottobre, a Novegro, la scena ai protagonisti di sempre l'hanno rubata i baschi verdi della Guardia di Finanza, calati in forze nei padiglioni della Fiera per fare razzia di dischi pirata. Il “bottino” che hanno raccolto al termine di un blitz dai contorni (secondo alcuni testimoni oculari) assai coreografici, è stato consistente: sedici denunce a carico di altrettanti standisti (tre italiani, un francese, un austriaco, un olandese e dieci tedeschi: alcuni con precedenti penali, nei rispettivi paesi, per violazione delle leggi che puniscono la contraffazione); e oltre 37 mila supporti musicali, CD ma anche dischi in vinile, sequestrati, per un valore che gli uomini delle Fiamme Gialle e i periti di SIAE e FPM, presenti anch'essi sul luogo, hanno stimato in oltre un milione di euro.
La due giorni di Novegro ha rischiato di dover chiudere i battenti prima del tempo. Poi gli animi si sono placati e tutto è proseguito nella norma: meno che per i 16 commercianti di cui sopra, naturalmente, cui è stata contestata la violazione della legge che tutela i diritti esclusivi degli autori delle opere musicali, degli artisti interpreti e delle etichette discografiche (l'indagine proseguirà ora in sede giudiziaria e nei laboratori della Finanza, per accertare la provenienza e gli impianti di fabbricazione dei supporti posti sotto sequestro).
Il materiale finito nella rete della GdF comprende ovviamente registrazioni illegali e bootleg di artisti di ogni genere (il comunicato emesso dal comando milanese delle Fiamme Gialle cita dischi pirata di U2, Pink Floyd, Beatles, Madonna, Bon Jovi e Vasco Rossi, venduti mediamente a 30 euro l'uno), ma anche album e CD privi di bollino SIAE. “Ed è proprio questo l'aspetto più spinoso e più confuso della vicenda”, commenta al telefono con Rockol l'organizzatore di Vinilmania Guido Giazzi. “Ha fatto bene, la Finanza, a sequestrare i bootleg che ha rintracciato tra gli stand (circa il 20 % del materiale confiscato, informa la FPM che è intervenuta solo nello specifico). Ma il discorso sui dischi non 'bollinati' è diverso: non siamo ancora riusciti a capire cosa fare per essere a norma di legge e al riparo da brutte sorprese. Due anni fa, con la SIAE, avevamo stipulato un accordo in base al quale eravamo noi a comprare i bollini per poi rivenderli agli standisti, in modo da mettere tutti in regola. Questa volta, sappiamo che qualcuno, dall'estero, ha scritto alla società degli autori per sapere preventivamente come comportarsi: ma una risposta non c'è stata. Bisognerebbe poi tenere conto anche della particolarità del materiale che viene trattato in occasioni come queste: un bollino SIAE applicato su certe rarità discografiche ne sminuisce immediatamente il valore collezionistico. Per questo abbiamo richiesto una deroga per i supporti pubblicati prima del 1995”. Giazzi ammette di essere a conoscenza del fatto che, tra gli stand di Vinilmania, i bootleg non siano scomparsi. “Il nostro regolamento invita gli espositori ad evitare di mettere in vendita registrazioni clandestine, e mi rendo conto che su questo punto, d'ora in poi, dovremo essere molto più drastici: non possiamo rischiare di mandare a monte la fiera a causa di chi si ostina a vendere materiale illegale. Insieme a quello di Utrecht, oggi il nostro è l'appuntamento più importante d'Europa, per i collezionisti di dischi. Anche per questo, immagino, le forze dell'ordine hanno scelto Vinilmania per compiere un'azione dimostrativa”.
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