La RIAA cambia tattica: preavvisi ai file sharers illegali

Altri 204 presunti pirati musicali del Web sono finiti nei radar dell'associazione dei discografici americani. Ma questa volta, sulla scia delle polemiche e dei commenti ironici che avevano accompagnato precedenti, analoghe iniziative (vedi News; le citazioni della RIAA avevano raggiunto tra gli altri un'adolescente di dodici anni e una nonna accusata di scaricare da Internet musica rap), i “sospetti” di file sharing illegale riceveranno un preavviso che li avverte della loro imminente convocazione in giudizio: così da non venirlo a sapere dai cronisti in cerca di notizie, come era invece avvenuto nel recente passato. In questo modo, ha spiegato il presidente della RIAA Cary Sherman, i colpevoli di scambio illegale di musica su Internet avranno anche un'opportunità in più di evitare i tribunali: dal momento del ricevimento della lettera i destinatari avranno dieci giorni di tempo per contattare l'organizzazione e discutere un patteggiamento che eviti la messa in moto di un processo.
Gli oltre duecento nominativi, che la RIAA non ha voluto rivelare alla stampa, sono stati pescati tra utenti Internet americani che avrebbero condiviso via Internet oltre 1000 canzoni protette da copyright. L'iniziativa dell'associazione, che ha finora concordato soluzioni extragiudiziali con 64 persone incassando una media di 3 mila dollari a patteggiamento, è stata lodata dai collaboratori del senatore del Minnesota Norm Coelman, che ne aveva criticato recentemente i metodi di lotta alla pirateria (vedi News). Ma non ha soddisfatto il movimento d'opinione Electronic Frontier Foundation, che difende i file sharers. “Invece di insistere nella loro crociata giudiziaria”, ha commentato un avvocato che lavora per la fondazione, “le case discografiche dovrebbero dare ai loro clienti la possibilità di continuare a scambiarsi musica in rete ad un prezzo ragionevole”.
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