Diritti digitali, l'editore Sony/ATV firma di nuovo con BMI

Fa marcia indietro Sony/ATV, leader mondiale tra le società di edizioni musicali che a partire dal 1° gennaio aveva sottratto alla BMI (in pratica la SIAE americana, accanto ad ASCAP) la rappresentanza dei suoi diritti digitali per intavolare negoziati diretti - e auspicabilmente più redditizi - con servizi di streaming e Web radio come Pandora. I giudici incaricati di dirimere la questione avevano stabilito che il ritiro parziale del mandato non era possibile, e che dunque la società avrebbe dovuto rinunciare del tutto alla rappresentanza di BMI: di qui la ripresa delle trattative e la firma di un nuovo accordo di licenza e distribuzione royalty per il mercato statunitense.

"Sony/ATV è orgogliosa di rinnovare il suo rapporto con BMI, che continuerà a licenziare l'uso del catalogo musicale più grande e più importante del mondo alle centinaia di migliaia di imprese che sulla musica fanno affidamento per generare i loro profitti", ha spiegato il presidente e amministratore delegato della major Marty Bandier, aggiungendo però che "nell'attuale scenario digitale è essenziale riformare il sistema in vigore che non compensa in modo equo autori e compositori. BMI è un protagonista importante di questa battaglia".

L'amministratore delegato della stessa BMI, Michael O'Neill, ha apprezzato il "voto di fiducia" espresso nei suoi confronti da Sony/ATV e ne ha raccolto il messaggio sottolineando che l'ente è un "mediatore fidato" che "si impegna nella missione di valorizzare nel giusto modo i diritti di editori ed autori nel mercato odierno".

BMI (come ASCAP) è in lite da tempo proprio con Pandora, a cui contesta le royalty riconosciute ai suoi rappresentati ritenendole troppo modeste.

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