L'ad di Rdio: 'Siamo ancora piccoli, cresceremo con l'offerta gratuita'

"Il più grande problema di Rdio è che non lo usa un numero sufficiente di persone". Lo ha spiegato con franchezza a CNET Anthony Bay, nuovo amministratore delegato del servizio di streaming creato da Niklas Zennström e Janus Friis di KaZaA e Skype, ammettendo le difficoltà di tenere il passo con i leader del settore e in particolare con Spotify. "Se leggete le recensioni e parlate con i clienti, vi accorgerete che chi usa Rdio lo adora", spiega Bay lodando "la solidissima cultura di base" della piattaforma, "fondata da gente che guarda alle cose in una prospettiva di lungo periodo e che in passato ha già avuto molto successo. Bisogna concentrarsi su un design semplice, elegante e ed efficace per sviluppare un prodotto eccellente in un settore che sta crescendo in maniera incredibile".

Bay non comunica i "numeri" di Radio, ma sottolinea che finora l'ostacolo principale alla sua crescita è stata l'indisponibilità di una versione gratuita del servizio "che potesse tenere la gente nei paraggi e offrire al pubblico - un pubblico molto ampio - un modo di relazionarsi a noi su base quotidiana. Se si osserva cosa ha funzionato per Spotify e per per Hulu e in particolare cosa ha funzionato per molte società del settore del gaming, si scopre che è il modello freemium. Prima non ce l'avevamo, e l'abbiamo lanciato solo un paio di mesi fa. Dunque una delle ragioni per cui siamo molto più piccoli è la stessa che riguarda tutti gli altri servizi che si basano solo sugli abbonamenti a pagamento".

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