New York, le Pussy Riot (presentate da Madonna) contestano Putin

Due componenti delle Pussy Riot hanno approfittato dell'invito al concerto di Amnesty International a New York per protestare contro il presidente russo Vladimir Putin. Dopo essere state presentate al pubblico del Barclays Center di Brooklyn da Madonna, la quale ha riferito d'aver ricevuto minacce di morte per aver appoggiato la loro causa, le due, dal palco dell'evento "Bringing Human Rights Home" dell'organizzazione umanitaria hanno detto: "Chiediamo una Russia libera e una Russia senza Putin". Le due, Nadezhda Tolokonnikova
e Maria Alyokhina, sono state recentemente "graziate" da Putin che le ha fatte scarcerare dopo la condanna per i noti fatti moscoviti del 2012. Prima del concertone di NYC le Pussy Riot, che hanno cercato di attirare l'attenzione su otto dissidenti russi che stanno per andare sotto processo, hanno parlato con l'ambasciatrice statunitense Samantha Power. Le due musiciste-attiviste non hanno suonato. Alla colonna sonora della serata hanno invece provveduto - tra gli altri artisti - Lauryn Hill, Blondie, Imagine Dragons e Cake.











Alla conferenza stampa le due hanno lasciato intendere che il concetto di Pussy Riot è ampio. Insomma











 non è una band che fa politica, un gruppo musicale attivista. "Chiunque può essere Pussy Riot", ha detto Alyokhina. "Basta mettersi una maschera e mettere in piazza una protesta nel proprio Paese. Noi siamo solo due persone che hanno passato due anni in galera per aver preso parte ad una azione di protesta Pussy Riot"
 
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