Rock in Rio, parla l'ad Luis Justo: 'Nel 2015 sbarcheremo a Las Vegas'

Rock in Rio, parla l'ad Luis Justo: 'Nel 2015 sbarcheremo a Las Vegas'

E se fossero le cosidette economie emergenti - pur travolte negli ultimi tempi dal primo grande scivolone sui mercati internazionali dall'inizio della crisi finanziaria che ha colpito i Paesi occidentali - a fare da volano per il rilancio del live entertainment in Europa e Stati Uniti? Il Rock in Rio, nato nel 1985 grazie all'intraprendenza di Roberto Medina, promoter brasiliano che senza disporre di liquidità riuscì ad aggregare più di 25 milioni di dollari grazie agli sponsor che resero possibile le esibizioni di - tra gli altri - Queen, Iron Maiden, AC/DC, Rod Stewart e Yes davanti a quasi un milione e mezzo di persone, e oggi brand internazionale esportato con successo in Portogallo e Spagna, si sta preparando all'assalto finale: gli Stati Uniti.

A rivelarlo è stato Luis Justo, amministratore delegato della società carioca - ora controllata per metà dalla SFX Entertainment, che Rockol ha incontrato al Midem di Cannes: "Dal maggio del 2015 inizieremo a organizzare un festival anche a Las Vegas", ha spiegato, "Il progetto non è estemporaneo, ma a lungo termine".

Considerando il periodo e la località, la sfida non è delle più scontate, e non solo per la penetrazione su un mercato - quello americano - mai battuto dai promoter brasiliani: nello stesso periodo, a quattro ore di macchina dall'altra parte del deserto del Mojave, a Indio, in California, si terrà come da programma il Coachella Festival, evento ormai istituzionale tradizionalmente considerato apripista della stagione outdoor musicale statunitense. Justo, tuttavia, non sembra preoccupato: "Per l'edizione 2015 siamo stati in gradi di raccogliere già 52 milioni di dollari solo grazie agli sponsor: i nostri partner rinnovano di anno in anno le collaborazioni, il che vuol dire che l'investimento sul Rock in Rio premia sempre". La speranza, quindi, è quella di avere - da parte del pubblico nordamericano - la stessa accoglienza che solitamente riserva al festival quello di casa: "In Brasile, per la passata edizione, abbiamo venduto 600mila biglietti in 4 ore: altri 100mila li abbiamo venduti dieci mesi prima dell'evento, in prevendita, prima ancora che fosse annunciato il primo headliner".

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