Carosello & Co.: nasce una 'serra' per coltivare talenti artistici

C'era una volta il mitico “cenacolo” della RCA.

C'erano la Ricordi e la CGD ancora italiane e non multinazionalizzate, c'erano gli editori musicali alla caccia continua di talenti. Erano gli anni '60 e '70, epoche di vivai e di fermenti artistici da cui fiorirono generazioni intere di “cantautori”, i Dalla e i Battisti, i De Gregori e i Guccini. Tempi lontani e felici, che oggi hanno fatto germogliare un'idea in testa a Claudio Ferrante e a Dario Giovannini, rispettivamente direttore generale e marketing/promotion manager della Carosello (una delle pochissime case indipendenti italiane di lungo corso tuttora viva e vegeta): ricreare, con un'iniziativa a cui hanno voluto dare il nome simbolico di “Laserra”, un laboratorio artistico e progettuale, un luogo d'incontro (fisico e virtuale: c'è anche un sito Web appena creato, www.laserra.net, per far circolare informazioni, pareri e materiali) in cui artisti (e aspiranti tali), produttori, manager e impresari discografici possano scambiarsi idee, mettersi a confronto e lavorare su progetti comuni “senza fretta e senza ansia da business, lasciando ai nuovi talenti il tempo necessario per esprimersi”. .


A Ferrante e Giovannini, artefici di questa cucina musicale slow food, si sono già aggiunti altri “cuochi” desiderosi di rimettere in tavola le ricette di una volta: l'impresario live Ferdinando Salzano di Friends & Partners, i promoter indipendenti Marco Stanzani e Riccardo Vitanza di Parole e Dintorni. Mentre anche la catena di megastores Fnac Italia ha sottoscritto il progetto, assicurando alle iniziative di Laserra visibilità e spazi (compresa la possibilità, per gli aspiranti artisti, di lasciare i loro demo in punti di raccolta ubicati nei negozi).

“Noi, alla Carosello, ci siamo sempre sentiti più editori che discografici, e in fondo abbiamo sempre lavorato in questo modo”, racconta Ferrante a proposito della genesi del progetto.

“Ad un certo punto ci siamo chiesti perché non provare ad allargare il concetto coinvolgendo altre persone che condividono il nostro pensiero. Che è quello di riportare la funzione artistica, invece del marketing, al centro del processo di creazione musicale, recuperando la risorsa tempo: quello che è necessario perché un talento non si bruci nell'arco di una stagione e possa svilupparsi compiutamente”. Una sfida nei confronti degli stessi artisti, oggi abituati al tutto e subito. “Anche loro, speriamo, capiranno che non ha senso pubblicare un CD singolo in fretta e furia solo per fargli prendere polvere sugli scaffali. Si tratta di 'diffondere' la musica, prima che di venderla, scegliendo volta per volta i canali e gli strumenti più adatti”, spiega Ferrante. “Di Max De Angelis, il primo artista con cui abbiamo iniziato a lavorare in questa prospettiva, abbiamo realizzato un videoclip che sottolinea la natura visionaria del suo stile di scrittura. Ma a realizzare un disco non abbiamo ancora pensato. Aspettiamo di vedere quel che succede, se si genera una domanda spontanea da parte del pubblico. In altri casi può essere più utile partire dai concerti, dalle radio, oppure dalla stampa: come è successo ad esempio per Pacifico. Tutti siamo direttori artistici, in questo progetto, e gli input esterni sono i benvenuti”. Tanto che il secondo nome in lista, Emanuele Dabbono, proviene dalla premiata ditta Mara Majonchi-Alberto Salerno, gli scopritori di Tiziano Ferro. .


Dati i presupposti, Laserra non è un investimento che nasce con aspettative di redditività immediata. “Come dice il nome”, conclude Ferrante, “si tratta semplicemente di piantare dei semi e vedere se germogliano. E non parliamo solo di giovani: i bravi giardinieri, a volte, riescono anche a rivitalizzare le piante che hanno perso qualche foglia”. Il direttore generale di Carosello è giovane, ma ha sentito parlare dei tempi in cui alle porte degli uffici artistici bussavano i Modugno, i Battisti e i Vasco Rossi. Esistono ancora, talenti simili? “Non lo sappiamo, ma non lo sapeva neppure chi se li trovò davanti ancora giovani e imberbi. Tante volte ci siamo resi conto di come sia difficile intercettare i talenti e non disperderli: quel che vogliamo è dargli un'opportunità in più”.
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