Alice presenta il suo 'Viaggio in Italia'

Alice presenta il suo 'Viaggio in Italia'
Una bellissima fotografia di copertina - e se l'autrice dello scatto, Sheila Rock, ha i suoi meriti, ancor più merito va al fascino sempre incantevole dell'artista ritratta - è il promettente viatico all'ascolto di “Viaggio in Italia”, il disco con cui Alice ritorna sulla scena discografica a tre anni di distanza da “Personal juke-box” (datato 2000). Il senso del progetto viene sintetizzato dalle note di copertina stilate dalla cantante forlivese e da Francesco Messina, produttore del disco: “Non sono poi moltissime, nell'ambito della musica 'leggera' contemporanea, le canzoni costruite su opere di grandi poeti e narratori. Però il progetto che stavamo da qualche anno realizzando, intitolato 'Le parole del giorno prima', ne era divenuta una curiosa collezione. Ma è accaduto che, durante il periodo in cui alternavamo le ricerche alle prime registrazioni, ci siamo trovati complici di un inaspettato auto-dirottamento involontario dovuto al fatto che più passava il tempo, più l'area di interesse cambiava forma, e una ritrovata passione per la bellezza della nostra lingua ha trasformato il viaggio intrapreso nel patrimonio poetico e musicale di diverse culture in un nuovo viaggio nella musica italiana d'autore”. Dei quattordici brani inclusi nel disco, infatti, dodici sono cantati in italiano; le due eccezioni sono “Islands” dei King Crimson e “Golden hair” di Syd Barrett (“Ma nel loro caso” sorride Alice, che oggi 7 ottobre ha presentato il disco a Milano “possiamo dire che il 'viaggio in Italia' è stato quello compiuto da Tim Bowness - il vocalist dei No-Man - per venire a cantarle nel nostro studio”).
Il repertorio dell'album (“canzoni in cui il valore della parola è in primo piano”, sottolinea l'interprete) prende le mosse cronologiche dagli anni Sessanta con “Auschwitz”, ovvero “La canzone del bambino nel vento” di Francesco Guccini; “Ascoltando una versione eseguita dal vivo dall'autore” spiega Alice “mi sono accorta che, oltre ad alcune differenze minime di testo rispetto alla versione di riferimento, ce n'era una sostanziale. Mi sono messa in contatto con Guccini, che ha approvato la mia intenzione, così canto 'No, io non credo che l'uomo non potrà imparare a vivere senza ammazzare'.”
Due sono i brani firmati da Ivano Fossati: “Lindbergh” (1992) e “La bellezza stravagante”. “Ivano aveva scritto la seconda canzone proprio per il nostro progetto, ma i nostri lunghi tempi di realizzazione hanno fatto sì che l'abbia pubblicata prima lui, nel suo album 'Lampo viaggiatore' uscito qualche mese fa”. E due sono anche i brani tratti dal “corpus hermeticum” delle quaranta canzoni firmate Battisti-Panella per i loro cinque dischi in coppia: “Cosa succederà alla ragazza” - in una versione molto rispettosa dell'originaria - e “Ecco i negozi” (che Alice canta in duetto con Morgan, anche chitarrista nell'occasione). “Il mondo poetico di Pasquale Panella mi ha affascinato, è di una ricchezza straordinaria” commenta Alice con convinzione; “i brani da lui scritti con Lucio Battisti sono privi di sentimentalismo, ma pieni di un sentimento molto profondo”.
Due sono pure i brani firmati da Franco Battiato con Manlio Sgalambro: “E' stato molto bello”, che avevamo già sentito eseguire da Alice dal vivo in concerto, e “Come un sigillo”, tratta da “Fleur(s) 3” di Battiato. E due sono i brani inediti realizzati su testi di Pier Paolo Pasolini musicati da Mino Di Martino: “Febbraio” e “Al Principe”.
Se non sorprende la connessione con Battiato, stupisce invece la ripresa di “Non insegnate ai bambini”, la canzone che molti considerano il “testamento spirituale” di Giorgio Gaber, pubblicata nell'album postumo “Io non mi sento italiano”: “Ho desiderato cantarla come ringraziamento a Gaber e come segno di condivisione della sua poetica”, motiva la scelta Alice, il cui “viaggio in Italia” si completa, per quanto riguarda gli autori italiani, con “Un blasfemo” di Fabrizio De André (una delle canzoni di “Non al denaro non all'amore né al cielo”, l'album ispirato all' 'Antologia di Spoon River' di Edgar Lee Masters) e “Atlantide” di Francesco De Gregori (era in “Buffalo Bill”, l'album del 1976).
“Fuori contesto”, come già detto, appaiono “Golden hair”, che Syd Barrett scrisse su una poesia di James Joyce e incluse nel suo album da solista del 1970 “The madcap laughs”, e la suggestiva, solenne “Islands”, dall'omonimo album (il quarto, uscito nel 1971) dei King Crimson di Robert Fripp, ancora associati al talentuoso e visionario autore di testi Pete Sinfield; la versione del disco è illuminata dalla tromba di Paolo Fresu, che riesegue le parti allora suonate da Mark Charig. “Questi due brani sono un omaggio alla cultura rock, tra psichedelia e progressive” si giustifica Alice, “oltre che un assaggio di quello che sarebbe stato il progetto originario, 'Le parole del giorno prima'; dal quale, peraltro, sono rimasti esclusi anche un sonetto di Shakespeare e 'Col tempo sai'... probabilmente li proporrò dal vivo”.
“Viaggio in Italia” sarà anche un tour teatrale che partirà nella primavera del 2004; intanto Alice - che si confessa “autrice non molto prolifica” - rivela di avere pronte alcune canzoni di propria composizione destinate a un prossimo album.
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