Two Fingerz, ‘V’: ‘Un disco più pop e adulto, dedicato ai nostri coetanei’

I Two Fingerz hanno scelto, per la loro nuova fatica in studio, un titolo brevissimo, “V”, in uscita il 4 febbraio: “Il disco è tutto basato sul cinque, che è anche il nostro logo. Accomuna tante cose: è il nostro quinto album, e ‘V’ sta anche per vittoria. E chi la dura la vince, proprio come diceva J-Ax nel nostro album precedente, o come Caparezza che cantava ‘due dita su in segno di vittoria’: ci hanno ispirato molto per questo titolo”, racconta Danti, vocalist del duo, mentre Roofio è il beatmaker. Attivi dal 2003, i due musicisti pubblicano il loro primo album, “Downtown”, nel 2006, e tra un djset e una collaborazione, i Two Fingerz giungono al 2014 con un sound rinnovato e con una maturità che li ha portati a voler comunicare con i propri coetanei: “C’è un leggero cambiamento in questo disco rispetto ai lavori precedenti: meno ironia e un maggiore desiderio di avvicinarci a persone della nostra età. Abbiamo cercato di inserire nei brani le nostre sensazioni sulla vita di oggi, veloce e che a volte ti assorbe così tanto da farti perdere ciò che è basilare. Si fanno progetti ogni sei mesi, è tutto molto fruibile e con un ricambio repentino. Noi ci siamo soffermati a guardare le sfumature e i dettagli del nostro tempo”, prosegue il cantante.
“Abbiamo deciso di legare il nuovo album a cinque presentazioni, per restare fedeli alla tematica ricorrente del cinque. In tali appuntamenti cercheremo di esibirci in un vero e proprio spettacolo. In genere nella musica rap è davvero difficile intrattenere le persone, ci sono solamente un dj e un microfono. Studieremo bene queste cinque date, che saranno i nostri concerti: prevediamo di esibirci a Roma, Milano, Torino, in Sicilia e a Lecce ma non c’è ancora nulla di confermato, e come periodo abbiamo scelto aprile. Poi ci saranno i djset. Ci teniamo molto a differenziare i live dai set nei club”, racconta ancora Danti.
“Ci fa piacere che il pubblico apprezzi la nostra crescita musicale, la nostra parte più riflessiva e meno irriverente. Lo riscontriamo soprattutto quando ai concerti proponiamo il pezzo ‘Burattini’, un brano più introspettivo rispetto al resto. Arriviamo da un inizio in cui eravamo fortissimi nella parte club: non c’è discoteca che non passi ‘Hey dj’ o ‘Questa musica’. Nel nuovo disco abbiamo dato una sterzata: è bello ballare ma ci sono delle tematiche che vanno affrontate ed è stupido voler fare i ragazzini a trent’anni. Molti nostri fan, inoltre, sono cresciuti con noi. Abbiamo un rapporto con la vita che non è esattamente quello dei cantanti: entrambi facciamo altri lavori e credo che sia questa la forza dei Two Fingerz, prendere la vita reale e metterla nei dischi. In un certo senso, raccontiamo cose banali cercando di renderle interessanti. Come diceva Bukowski, la realtà è più divertente di gran lunga di quello che possiamo immaginare. E lo credo anch’io”, aggiunge Danti.
“Parlando di sonorità, ovviamente la dance rimane il genere principale, non abbiamo stravolto del tutto i suoni, non voleva scioccare i fan così tanto. Sicuramente c’è, però, un approccio alle sonorità pop di un certo tipo, c’è della sperimentazione. I dischi li dividiamo così: quello che ci piace fare e che funziona, una sfera emotiva e gli esperimenti. L’esigenza di parlare a più persone ti porta alla sintesi e ad abbandonare i virtuosismi”, afferma Roofio. Il disco è anticipato dai singoli “La cassa dritta”, realizzato con Fedez, e da “Ciao”: “Sono tra i brani più sperimentali dell'album, insieme ad ‘Amami’ e ‘Ridere di me’. ‘La cassa dritta’, che è a 90 bpm e non a 128 nel nostro caso, è sicuramente molto clubbing come stile e abbiamo coinvolto Fedez, grande amico, che partecipa per la prima volta ad un nostro disco. La cassa dritta è multigenerazionale, fa ballare tutti. E’ tutta questione di pista: svuotarla o meno, e noi lo sappiamo bene, lo abbiamo imparato con i djset. Ci sono altri due featuring nel disco: Baby K, artista che ci piace davvero molto, e Ensi, che per noi è il miglior rapper in Italia: il ‘soldato del rap’, come ci piace soprannominarlo, ha tutto ciò che un artista hip hop dovrebbe avere, ovvero tecnica, flow e messaggio propositivo”, dicono i due musicisti.
I Two Fingerz hanno sempre avuto un rapporto stretto con i fan, consolidato negli anni: “Abbiamo deciso di realizzare la copertina dell’album in cinque colori, in modo tale da poter permettere a chi ci segue di scegliere a seconda dei suoi gusti. Ci sarà un’edizione speciale in vendita in sole 100 copie, numerate e autografate, con un cubo di Rubik personalizzato Two Fingerz e un attestato da ‘vero fan’. Inoltre, ci sarà una deluxe edition con una maglietta in regalo e sei brani extra tra i quali un remix a cura di Android dei Negramaro e due inediti, ‘Taxi driver’ e ‘Stile improvvisato’. Ci piace fare regali ai nostri fan, se non fosse per loro non saremmo qui, ed è anche grazie alle loro critiche e ai loro gradimenti che abbiamo un riscontro su come stiamo lavorando, e questo è molto importante".
“Al di là dei generi, hip hop, dance, pop, underground o commerciale, noi ci siamo sempre appassionati nella produzione della musica che ci piace. E questo è un consiglio che ci sentiamo di dare, a prescindere dal genere musicale. Sicuramente contano tanto i numeri, ma altrettanto conta dormire sereni. Noi abbiamo messo in questo progetto, come nei precedenti, tutto il meglio che potevamo. E se andrà bene è perché c’è tanta gente che ha creduto in noi”, concludono i Two Fingerz.

(Rossella Romano)

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