Streaming, per risparmiare sulle licence Last.fm accoglie le playlist di Spotify

Pioniere dello streaming musicale insieme a Pandora, Last.fm - dal giugno 2007 di proprietà del gruppo CBS, che se la aggiudicò allora per 280 milioni di dollari - lotta ormai da anni per conservare visibilità, spazi e quote di mercato in un settore sempre più affollato e competitivo (la storia ricorda un po' quella di Myspace nel campo dei social network musicali). Costretta a rivedere il proprio modello di business reso insostenibile dagli elevati costi delle licenze rilasciate dalle case discografiche per l'utilizzo legale del repertorio, la Web company inglese ha deciso ora di appoggiarsi sulle spalle larghe del leader di mercato Spotify: sullo schermo del sito di Last.fm, pertanto, è ora disponibile una "barra Spotify" attraverso cui gli utenti del servizio svedese, sia a titolo gratuito che a pagamento, possono riprodurre e gestire le proprie playlist musicali. "Ci siamo associati a Spotify", spiega Last.fm in un comunicato, "così da portare il suo intero catalogo, on demand, dentro al più importante servizio di raccomandazione musicale al mondo. Usando il vosto account Spotify (premium o gratuito) potrete ascoltare qualunque brano semplicemente premendo il pulsante play. Così facendo caricherete tutte le canzoni su una pagina di Last.fm come playlist di Spotify".

Solo pochi giorni fa la stessa Last.fm aveva dichiarato l'intenzione di diffondere musica in streaming attraverso un'integrazione con YouTube: dopo l'annuncio dell'accordo con Spotify non è stato ancora chiarito se anche questo progetto verrà portato avanti.

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