Midemlab 2014: le startup in Music Discovery, Recommendation e Creation

Questa settimana Rockol vi guida in un excursus sulle startup selezionate per la fase finale della competizione del Midemlab - in preparazione dell'evento finale che avrà inizio a Cannes (Francia) - il prossimo 1 febbraio.
Tra i vincitori delle edizioni precedenti ci sono stati realtà come SoundCloud, The Echo Nest, Songkick e Mobile Backstage: questo fa intendere come il Midemlab sia davvero una sorta di "serra", un ambiente da cui nascono alcune grandi idee che investono il mondo della musica e della tecnologia.

Ormai il numero delle startup partecipanti è elevato ed è stato deciso di istituire diverse categorie di gara:
- "Music discovery, Recommendation and Creation"
- "Marketing & Social Engagement"
- "Direct-to-consumer Sales and Content Monetization"

Oggi ci occuperemo delle startup della prima categoria: "Music Discovery, Recommendation and Creation".

Partiamo da SoundWave, la app tra quelle in categoria ad avere registrato il maggior numero di utenti iscritti fino a ora. Si tratta di una startup lanciata a Dublino alla fine del 2013 e si configura - in parole semplici - come una versione app di Last.fm, che traccia il comportamento di ascolto su diverse piattaforme e fornisce consigli basati su gusto, connessioni e geolocalizzazione. Soundwave è riuscita peraltro a superare alcune restrizioni tecniche per tracciare gli ascolti su apparecchi con iOS che avevano reso meno efficaci altri servizi simili.

Blitzr - con base a Bordeaux, Francia - aspira a diventare il maggior aggregatore musicale, combinando elementi come la ricerca semantica e un player cross-media. Blitzr si propone di aggregare contenuti presi da tutte le piattaforme musicali - da Discogs a Bancamp, passando per Amazon e Beatport - per offrire un'esperienza totale.

Cubic.fm, dalla Turchia, si prefigge di eliminare le barriere tra Spotify e Deezer creando un unico network in cui condividere brani e ascoltare playlist basate sui dati dell'utente. Tutto si fonda su un algoritmo "a gusto", che ha il non facile compito di proporre i brani giusti nel momento giusto.

La canadese Indiloop cerca di affascinare l'utenza facendo diventare tutti "social dj", con la possibilità di remixare brani di artisti già esistenti e condividere il risultato del proprio lavoro. La piattaforma è semplice da usare, ma la difficoltà maggiore è legata ai diritti sui campionamenti di brani coperti da copyright. Molti artisti e label, infatti, hanno accolto con sospetto la facoltà di remixare il loro materiale e non sono convinti del metodo di distribuzione social.

Dagli USA arriva Jukely: è principalmente una app per iPhone (ma ne esiste una versione per browser) che seleziona eventi (concerti, live e performance) di interesse, analizzando i gusti musicali dell'utente e quelli dei suoi amici. La app è geolocalizzata e - al momento - sembra attiva solo per le 10 maggiori città degli Stati Uniti, anche se è disponibile nell'App Store.

Moodsnap (ancora statunitense) cerca di collegare foto, mood e playlist. Per utilizzare il servizio al 100% è indispensabile un abbonamento premium a Spotify. Gli utenti possono sfogliare una serie di foto e scegliere quella che più li colpisce al momento; a quelle foto sono associate singole playlist tematiche che ne riflettono il mood. Il sevizio sarà davvero completo quando agli utenti sarà dato modo di aggiungere le foto desiderate per creare le playlist in base al mood.

Music Gateway arriva dal Regno Unito e si prefigge l'obiettivo di mettere in contatto tra loro gli addetti ai lavori del music business - siano essi artisti, produttori, musicisti, editori o discografici - per aiutarli a coordinarsi e lavorare insieme a progetti specifici. Un bell'aiuto, visto che il problema principale per musicisti e produttori agli esordi è trovare il giusto team per il proprio progetto.

Muzieo - con base negli USA - non è facile da trattare, dato che la app non è ancora disponibile (almeno nell'App Store a cui abbiamo fatto riferimento noi, quello britannico) e il sito non è molto prodigo di informazioni. Secondo la descrizione dovrebbe essere un servizio di scoperta di musica on demand, con caratteristiche social e basato sul mobile; si parla dell'utilizzo di meccanismi di gioco per avvicinare artisti e fan e premi in biglietti per concerti.

Nagual Sounds, tedesca, è una compagnia che ha sviluppato un tool per generare musica tonale partendo da qualunque tipo di dato e si è concentrata sulla ricerca sulla musica generata dai movimenti del corpo. NAGUAL DANCE è la prima applicazione pratica dello studio ed è un software che può essere utilizzato sia per la composizione musicale, che come presidio terapeutico.

Sound Wand è una startup britannica che vuole superare la difficoltà pratica di cercare musica usando la tastiera minuscola e il display piccolo di un iPhone. La musica viene selezionata e suonata muovendo direttamente lo smartphone. I risultati sono interessanti (e soprattutto siamo in un campo poco esplorato), anche se occorre molta cura nei movimenti e a tratti si ha l'impressione che tutto sia piuttosto casuale.

(Andrea Leonelli)  

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