NEWS   |   Industria / 17/09/2003

Enzo Mazza: 'La FIMI non andrà a Sanremo'

Enzo Mazza: 'La FIMI non andrà a Sanremo'
Le aziende della FIMI potrebbero rimangiarsi la parola e partecipare ancora, in extremis, al Festival di Sanremo 2004? Il dubbio è sorto anche a Rockol, una volta che si è provato a ricomporre e metter ordine alla babele di dichiarazioni, comunicati, distinguo e mezze frasi che sull'argomento si sono accumulate nelle ultime settimane (vedi News). Ma Enzo Mazza, direttore generale della maggiore organizzazione di categoria dei discografici, esclude che questo possa succedere. E per spiegare a Rockol lo status quo, dal suo punto di vista, fa un passo indietro. Anzi, due: “Bisogna partire dal Sanremo di due anni fa, infatti, quando il nostro presidente Pojaghi lanciò il primo allarme e disse che, se non si ripensava radicalmente la formula, il festival rischiava di fare la fine del Salone dell'auto di Torino. Dopo il negoziato che portò al riconoscimento dei famosi contributi aggiuntivi di 750 mila euro alle aziende, l'industria decise di partecipare comunque all'edizione 2003, in riconoscimento del fatto che da parte di Rai e Comune un primo passo era stato fatto. Come sapete, quei soldi i nostri associati li devono vedere ancora oggi: con i danni economici che ne conseguono soprattutto per le etichette indipendenti, che all'ultimo Sanremo si sono svenate per allestire quei mini-show che, come da nuovo regolamento, precedevano l'esibizione di ogni cantante in gara”. “Finito il festival, non abbiamo perso tempo contattando subito i nostri interlocutori per ridiscutere l'intera questione”, prosegue Mazza nel suo racconto cronologico degli avvenimenti. “Dopo un primo tentativo andato a vuoto, ci siamo rifatti vivi ad aprile, approfittando del fatto che in Rai era arrivato un nuovo direttore generale, Flavio Cattaneo. A quel punto abbiamo dato il nostro aut aut, corredato da una precisa tabella di marcia che prevedeva l'attuazione delle modifiche al regolamento da noi ritenute necessari, la garanzia di un direttore artistico stabile per 3 anni e, naturalmente, la questione del saldo dei rimborsi. Preso atto della prolungata latitanza dell'azienda televisiva – dopo un unico incontro, assolutamente improduttivo, con Del Noce e Magliaro – si è arrivati, il 2 luglio, alla decisione unanime del direttivo di rinunciare al festival del 2004”.
Decisione che la Rai non sembra aver preso troppo sul serio, se lo stesso Cattaneo, il 7 agosto, ha indirizzato una controproposta alla FIMI sottoponendo ai discografici una nuova bozza d'accordo. “Ne abbiamo preso atto, verificandone per correttezza i contenuti: anche perché quella lettera, per la prima volta, conteneva delle aperture rispetto alle nostre richieste. Non tutte, però: ha creato malumore, tra gli associati, il fatto che la Rai volesse condizionare ancora il pagamento dei rimborsi alla firma di una nuova convenzione triennale. Senza considerare che la replica di Cattaneo resta assai fumosa a proposito del 'progetto' complessivo relativo al festival, impossibile da formulare, del resto, in mancanza di un direttore artistico. O anche rispetto alle nostre richieste di cambiare completamente il meccanismo di selezione dei giovani, con l'esclusione dell'Accademia della canzone, che noi consideriamo a questo punto morta e sepolta”.
A questo punto, secondo Mazza, non esiste la possibilità di un ripensamento da parte della discografia (quella, almeno, che si riconosce nella FIMI). “Non ci sono i presupposti da un punto di vista tecnico, prima che politico. Non c'è tempo per mettere in piedi, già nel 2004, un progetto a lungo termine che risponda ai requisiti dell'industria. C'è un fatto nuovo e significativo: molte uscite discografiche che un tempo erano scadenzate su Sanremo oggi sono state anticipate a prima di Natale. Segno che in molti, sul prossimo Sanremo, ci hanno già messo una pietra sopra”. Molti, ma forse non tutti: se solo pochi giorni fa il presidente della Universal (e vicepresidente FIMI) Piero La Falce ha dichiarato pubblicamente che uno spiraglio di trattativa esiste ancora, se il cda Rai dovesse sottoscrivere la proposta di Cattaneo… (vedi News). “Credo che La Falce facesse riferimento ad un nostro eventuale ritorno nel 2005, non all'edizione imminente del festival”, risponde Mazza (ma a noi le cose risultano diversamente). Qualcuno, dunque, potrebbe pur sempre decidere di rompere il fronte comune, partecipando al festival. “Premetto che la FIMI agisce sulla base di un mandato conferito dagli associati, ma non può prendere misure coercitive né organizzare azioni di cartello che la legge vieta”, replica Mazza. “Dovesse accadere una cosa del genere – e non credo proprio che accadrà - vorrebbe dire che quella o quelle aziende non si riconoscono più nella nostra linea politica. A quel punto verrebbero meno anche i presupposti di una loro permanenza in FIMI. Se le case discografiche dovessero cambiare improvvisamente atteggiamento di fronte al nulla che hanno davanti, perderebbero la faccia. Sotto il profilo industriale, ripeto, prima che politico”. La FIMI, quindi, non prenderà parte al Festival di Sanremo 2004? “No. Io ho già prenotato la settimana bianca”.