Oggi in breve: Malkmus vs Spotify, addio a Saul Zaentz, 50 Cent, Mariah Carey

Oggi in breve: Malkmus vs Spotify, addio a Saul Zaentz, 50 Cent, Mariah Carey

"Malvagio", questo il poco lusinghiero giudizio dato dal già leader dei Pavement - ora "in proprio" coi Jicks - Stephen Malkmus (nella foto) su Spotify: "Penso che faccia schifo", ha aggiunto il cantante e chitarrista californiano a proposito del popolare servizio di streaming, "Questo non significa che la mia musica non sia nel suo catalogo. Sono contrario a molte cose che ho fatto e che continuo a fare, nella vita. C'è molta auto-menzogna nelle nostre vite, almeno in quelle dei musicisti senza principi".

Saul Zaentz, discografico poi divenuto produttore cinematografico di successo - vincendo diversi premi Oscar con pellicole come "Amadeus", "Qualcuno volò sul nido del cuculo" e "Il paziente inglese" - è molto all'età di 92 anni per complicazioni causate dal morbo di Alzheimer, che lo affliggeva da tempo: musicalmente noto per aver messo sotto contratto per primo con la sua etichetta Fantasy Records i Creedence Clearwater Revival (allora noti ancora come Visions), Zaentz fu controparte di una lunga battaglia legale con il leader del gruppo, John Fogerty, che ebbe come oggetto del contendere i diritti su alcune canzoni registrati dalla band.

50 Cent ha ricordato per mezzo di un tweet Mazaradi Fox, rapper sotto contratto con l'etichetta controllata dall'artista dei Queens, New York, ucciso nella notte del 3 gennaio da diversi colpi d'arma da fuoco nella Grande Mela: il cantante, tra il 2007 e il 2008, fu anche membro effettivo della G-Unit, la crew della voce di "In da club".

Un milione di dollari: questo, secondo indiscrezioni, sarebbe stato il compenso corrisposto dal figlio del sultano del Brunei, il trentunenne principe Azim, a Mariah Carey per l'esibizione privata tenuta dalla cantante la sera di Capodanno al Dorchester Hotel di Londra. Il management dell'artista ha confermato la presenza della diva al party (al quale avrebbe preso parte anche Diana Ross), senza però né confermare né smentire l'importo incassato a titolo di cachet.

 

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