Everly Brothers, addio a Phil Everly

Phil Everly (nella foto), metà del duo vocale degli Everly Brothers, pietra angolare del rock and roll statunitense anni Cinquanta, è morto all'età di 74 anni in un ospedale di Burbank, in California: a confermare la notizia è stata la moglie dell'artista Patti, che ha spiegato come a causare il decesso del marito - da sempre fumatore incallito - siano state le conseguenze di broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Entrambi chitarristi oltre che cantanti, Don e Phil entrarono nella leggenda grazie alle armonie - prevalentemente impostate su un intervallo diatonico di terza - create dall'utilizzo simultaneo delle proprie voci: baritono il primo e tenore il secondo (salvo rarissime eccezioni), i fratelli Everly iniziarono la loro scalata al successo nella seconda metà degli anni Cinquanta presso la Cadence Records, dove approndarono dopo un primo singolo di scarso successo - "Keep a' lovin' me" - dato alle stampe dalla Columbia. "Bye bye love", il loro primo singolo registrato per la nuova label, scalò le chart americane fino al secondo posto, alle spalle di "Let me be your teddy bear" di Elvis Presley: seguirono altre hit di grandissimo successo (anche nel Regno Unito) come "Wake up little Susie", "All I have to do is dream", "Bird dog" e "Problems", e un lungo tour in compagnia di Buddy Holly tra il '57 e il '58. Passati negli anni Sessanta dalla Cadence alla Warner, gli Everly Brothers continuarono la propria trionfale cavalcata, arrivando nel 1962 a tagliare il traguardo di 35 milioni di dollari guadagnati solo grazie alle vendite discografiche (e al netto del contratto multimilionario firmato con la major solo due anni prima): il declino commerciale iniziò proprio nel '62, dopo il richiamo come riservisti nei ranghi dell'esercito. Entrambi divenuti dipendenti dall'anfetamina, Don e Phil furono travolti pochi anni dopo dalla british invasion, i cui protagonisti - Beatles su tutti - furono comunque loro grandi debitori. Dopo un ritorno al country nel '68 con l'album "Roots", il duo si sciolse all'inizio degli anni Settanta: dopo un decennio piuttosto oscuro - durante il quale, tuttavia, Phil conobbe un discreto successo, nel 1983, in Inghilterra, con l'album "Phil Everly", che tra i propri ospiti potà vantare addirittura Mark Knopfler dei Dire Straits - il duo tornò attivo sempre nel 1983. Tra le loro ultime prove in studio va ricordata "Cold", registrata nel 1998 per il concept album di Andrew Lloyd Webber e Jim Steinman "Whistle down the wind".

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