Nulla di fatto per Universal Entertainment: restano in lizza NBC e Bronfman

C'è un altro rinvio, nell'interminabile saga che ha per oggetto il ramo “entertainment” (musica esclusa) di Vivendi Universal. Il consiglio di amministrazione della società transalpina, convocato dall'amministratore delegato Jean-René Fourtou, non se l'è ancora sentita di scegliere tra i due possibili acquirenti dei suoi interessi cinematografici e televisivi, la favorita NBC (gruppo General Electric), e la cordata finanziaria capeggiata dal tycoon canadese (ed ex proprietario di Universal) Edgar Bronfman Jr.

A dispetto dei tentennamenti dei francesi, tuttavia, quest'ultimo e i suoi fiancheggiatori starebbero pensando seriamente alla possibilità di chiamarsi fuori dalla contesa, lasciando campo libero al concorrente americano: nel team di Bronfman si sarebbe infatti fatto largo il sospetto di essere strumentalizzati da Vivendi, che continuerebbe a tergiversare al solo scopo di alzare il prezzo che NBC dovrà pagare per entrare in possesso delle sue proprietà.
Il network TV ha infatti proposto a Fourtou un progetto che garantirebbe alla multinazionale transalpina una quota del 25 % in una nuova società appositamente costituita (il massimo consentito dalle leggi americane che regolamentano il settore televisivo), ma anche un afflusso “modesto” di denaro contante, tra l'1 e i 3 miliardi di dollari (contro gli 8 miliardi circa promessi da Bronfman e i suoi partner, che includono la società televisiva Cablevision e la finanziaria Thomas H. Lee Partners).
Tutto resta ancora da decidere, quindi (e le implicazioni restano importanti anche per la casa discografica Universal Music, che vede cambiare intorno a sé il panorama delle società consorelle con cui intraprendere rapporti "strategici" e commerciali): in un comunicato diramato subito dopo la riunione del cda, Vivendi ha precisato di voler “intraprendere ulteriori negoziazioni con i due maggiori offerenti”, aggiungendo che “in ogni caso manterrà un interesse di minoranza ma significativo in una società mediatica americana dall'eccellente potenziale di crescita”. Senza peraltro scartare una terza opzione, il collocamento pubblico tramite IPO di Vivendi Universal Entertainment.
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