BMG-Warner, merger sempre più vicino: ma è in corso una lotta di potere

BMG-Warner, merger sempre più vicino: ma è in corso una lotta di potere
Come anche alcuni quotidiani italiani hanno riferito nel periodo di Ferragosto, la fusione societaria tra BMG e Warner Music (vedi News) sembra ormai davvero questione di giorni (si parla di settembre…). Ma, stando ad alcune fonti interne alle due parti in causa, la lotta di potere – strisciante, ma risoluta – per assumere il controllo effettivo delle operazioni della nuova megamajor, seconda (forse) come quota di mercato alla sola Universal, resta tuttora il principale scoglio da superare prima di mettere nero su bianco (e attendere il nulla osta degli organi antitrust).
Sembra che la più piccola BMG, forte oggi di un bilancio in attivo che ha ribaltato i risultati in perdita dell'anno precedente (125 milioni di euro di profitto per l'anno fiscale 2002-2003), non ci voglia stare, a recitare il ruolo di comprimaria nella joint venture: tanto che uno degli scenari attualmente più accreditati dagli esperti vedrebbe il suo amministratore delegato Rolf Schmidt-Holtz assumere la posizione di numero uno della nuova società, mentre al boss di Warner Music Roger Ames toccherebbe, in subordine, la responsabilità operativa della casa discografica e il coordinamento dei capi delle diverse etichette (mentre il vice di Schmidt-Holtz, Michael Smellie si occuperebbe della gestione finanziaria e dei servizi generali dell'azienda integrata scaturente dal “merger”).
A proposito delle etichette, qualcuno mette anche in dubbio che a seguito di un'integrazione tra BMG e Warner possano sopravvivere tutte. Dei sei marchi attualmente esistenti (RCA/J, Arista e Zomba per BMG, Atlantic, Elektra e Warner Bros. per Warner) ne resterebbero in vita, secondo alcuni, tre o al massimo quattro, anche se a questo punto della storia ogni considerazione riguardante la futura articolazione organizzativa della major è naturalmente prematura. Sempre stando ai si dice, in Europa sarebbero invece Paul-René Albertini e il suo team in Warner (che include, nel ruolo di braccio destro del manager francese, l'italiano Gerolamo Caccia Dominioni) a godere dei favori del pronostico per quanto riguarda la gestione di vertice dell'azienda: in seguito ad una recente radicale ristrutturazione, infatti (vedi News), BMG non ha più un responsabile internazionale per il Vecchio Continente.
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