Henry Rollins a tutto campo: 'Daft Punk? Mai sentito un loro pezzo in vita mia'

Henry Rollins a tutto campo: 'Daft Punk? Mai sentito un loro pezzo in vita mia'

La musica di oggi, da David Bowie ai Daft Punk. Poi ancora Miley Cyrus, il "sistema musica" e tanto altro ancora. Senza farsi manca una frecciata al magazine che gli ha messo davanti il microfono. E' un Henry Rollins a tutto campo quello intervistato dall'edizione americana di Rolling Stone: l'ex Black Flag ha voluto tracciare un bilancio dell'anno prossimo a concludersi, soffermandosi su ciò che - a suo giudizio - sia stato più rilevante, nel bene e nel male.

Come (nel bene, ovviamente) David Bowie, ad esempio: "Ho ascoltato 'The next day' con scrupolo quasi forense. Mi sono messo le cuffie e me lo sono ascoltato in un giorno di vacanza", ha spiegato lui, "E' meglio di come me lo ricordavo appena messo in circolazione. Non mi spiego perché continui a usare quei batteristi pestoni, ma le canzoni hanno dei testi incredibili, ci sono dei cori bellissimi e delle parti molto interessanti. Mi ci è voluto un po' di tempo per assimilare il David Bowie di oggi: i suoi dischi, per me, sono buoni come dei dischi dovrebbero essere".

Nonostante lui non sia uno di quei cinquantenni per il quali "la musica di oggi fa schifo" ("Me lo scrivono in tanti, ma no, non sono d'accordo. Almeno, non nel mio show - quello condotto su radio KCRW, ndr - e non nel mio stereo"), Rollins non sembra essere stato sconvolto da uno dei fenomeni musicali dell'anno, "Randon access memories" dei Daft Punk: "Non ho mai sentito una loro canzone in tutta la mia vita. Sono quei ragazzi con il casco da moto in testa? Beh, ognuno può prendere la strada che vuole: loro per me sono la merda che Rolling Stone mette in copertina, come Miley Cyrus. Mi spiego meglio: non ho niente contro di loro. Ma quello che rappresentano - gli America Music Awards, i Grammys - sono un mondo troppo alienante per me. A me piace la musica vera: per dire, il mio musicista preferito è John Coltrane. Ma non ho la minima idea di cosa facciano Robin Thicke o Kelly Clarkson. Che fanno bene a fare quello che fanno, ma io vivo in un mondo musicale diverso".

Ultima chiosa, sulla spinosa questione Flag - Black Flag, con due fazioni della formazione della quale faceva parte a combattere per un nome e un'eredità: "Per me non esistono né gli uni né gli altri: mi interesso al passato solo quando si tratta di ristampare dischi. In generale, non è che il mio passato mi interessi molto. Tuttavia ho sentito che le cose nuove dei Flag sono molto potenti: non le ho ascoltato personalmente, ma gente della quale mi fido l'ha fatto. Mi hanno detto che sono ancora molto compatti. Ma alla fine sono cinquantenni che suonano musica di trent'anni fa: preferisco starci ben lontano. E guardare avanti...".

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