Sanremo: Fabio Fazio in sala stampa

Ecco le dichiarazioni rese da Fabio Fazio ai giornalisti prima di mettersi in viaggio per Milano, dove nel pomeriggio di oggi condurrà "Quelli che il calcio":
"Sono qui solo per salutarvi e ringraziarvi, parto per Milano perché domattina sono in studio alle 11.00. Grazie a tutti per l’affetto e la pazienza, ho capito che qui è dura per tutti, ogni ruolo è difficile. Spero vi siate divertiti stasera, grazie a tutti."
La prossima edizione? "E’ come chiedere a uno che si è appena alzato dal pranzo di Capodanno se vuole mangiare qualcosa. Adesso rifarlo non mi sembra che abbia un gran senso. Magari, se accadesse qualcosa (i cantautori in gara?) che rendesse diversa l’esperienza... Io cerco, per quanto posso, di non essere ripetitivo. Non credo basti dire sì o no: io ho detto sì quando c’era un’idea di fondo, e attualmente non ce l’ho. Mi piacerebbe che la fusione di generi che quest’anno Sanremo ha permesso avvenisse anche in gara." "Credo che il risultato della gara sia omogeneo rispetto allo spettacolo che abbiamo creato. Mi sembra che nella sua complessità Sanremo abbia fatto ascoltare tante cose; la gara è elemento essenziale e io ho cercato di rendere evidente il fattore gioco, e molti partecipanti mi hanno confermato che si sono sentiti a loro agio. Certo io andrò via con l’emozione di Fossati, con Morandi che ha rotto gli indugi, con Cocciante e Battiato."
"Quello che volevo fare era mostrare la contaminazione e sono contento: sono passati due astronauti, Gorbaciov, il professor Dulbecco applaudito come una star... Per la prima volta abbiamo mostrato una televisione che assomiglia di più alla vita. Quello che può venire, adesso, deve arrivare dalla musica: abbiamo dimostrato che c’è un pubblico molto più maturo di quello che si pensa. Non credo che se la gente ascolta Ivano Fossati il Festival è finito: vuol dire che il Festival può essere anche questo".
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