Il prezzo (non) è giusto: dopo MGM, anche Liberty Media dice no a Vivendi

E due. Dopo gli “studios” hollywoodiani MGM (vedi News) anche la Liberty Media di John Malone si tira indietro dall’asta in corso per aggiudicarsi la casa cinematografica, i parchi di divertimento e i canali televisivi di Vivendi Universal.

Manca un annuncio ufficiale (che, secondo i bene informati, Malone non ha alcuna intenzione di diramare), ma sembra certo che il magnate americano abbia gettato definitivamente la spugna. I motivi sarebbero gli stessi che hanno indotto alla resa la casa cinematografica di Kirk Kerkorian (con il sovrappiù di un’antipatica pendenza legale, per presunte false dichiarazioni pubbliche rese dal precedente management a proposito della situazione finanziaria della società): il prezzo richiesto da Vivendi (14 miliardi di dollari) è troppo alto, e pare che neppure la cordata comandata dall’ex proprietario Edgar Bronfman Jr. sia in grado di soddisfare quelle condizioni (anche se lo stesso Bronfman risulterebbe gradito a Jean-René Fourtou, attuale amministratore delegato della multinazionale franco-americana). Sia Bronfman che Malone (più il primo che il secondo) si erano dichiarati interessati anche all’acquisto della casa discografica Universal Music, che Vivendi ha tuttavia annunciato di voler tenere per sé, almeno per il momento (vedi News).
A questo punto, secondo fonti citate dal New York Post, il management di Vivendi starebbe pensando a soluzioni alternative. Tra queste, un’eventuale joint venture per una parte della divisione entertainment con uno dei contendenti rimasti in gara, la rete televisiva NBC di proprietà della General Electric.
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