Melis e Micocci: dalla vecchia RCA due outsider per Sanremo

Melis e Micocci: dalla vecchia RCA due outsider per Sanremo
I bene informati indicano sempre in Lucio Dalla e nella coppia composta da Mogol e da Gianmarco Mazzi, discografico del Clan di Celentano, i candidati più probabili alla successione di Pippo Baudo e alla direzione artistica del prossimo Sanremo (vedi News). Ma ad incuriosire gli addetti ai lavori, nelle ultime settimane, è stato soprattutto il riaffiorare, nei servizi giornalistici dedicati all'argomento (su La Repubblica, e poi sul Messaggero), di due nomi storici che rimandano ad un lontano “Eldorado” della discografia italiana: quelli di Vincenzo Micocci e di Ennio Melis, protagonisti della stagione d'oro dei cantautori e orchestratori del celebre “Cenacolo”, il laboratorio artistico di via Nomentana che alla RCA di Roma, negli anni '70, rivoluzionò completamente la scena musicale italiana regalando fama e gloria nazionale a Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Ivano Fossati e tanti altri.
Da tempo i due erano virtualmente scomparsi dai radar (anche se Micocci, già fondatore della It, mantiene in vita una sua omonima casa discografica e di edizioni), e fa specie che abbiano deciso di rimettersi in pista e di giocarsi la reputazione in un'impresa così rischiosa e piena di incognite. “In effetti credo che difficilmente la direzione Rai ci prenderà in considerazione”, ha confessato a Rockol lo stesso Micocci (che a fine anni '60 un Sanremo lo ha già organizzato, al fianco del patron di allora Ezio Radaelli). “Ma – aggiunge – data la situazione, abbiamo sentito quasi il dovere di farci avanti e di mettere a disposizione la nostra esperienza. Con Melis abbiamo ripreso a frequentarci, ultimamente, e l'idea è nata così, da una chiacchierata informale”. Sulla loro ipotesi di rilancio della manifestazione Micocci si mantiene cauto, ma si capisce che un progetto c'è, scritto nella testa dei due ex discografici se non ancora sulla carta. “Si tratta, ancora e sempre, di fare buona musica e poi di riuscire a venderla proponendola al pubblico nel modo migliore: ed è quello che io e Melis abbiamo sempre fatto, ciascuno nel proprio ruolo, alla vecchia RCA. Siamo fuori dal mercato e dal gusto corrente? E qual è il gusto corrente? Esistono solo le cose buone e quelle cattive. Dalla alla direzione del festival ? Lucio è un grande artista, non fraintendetemi: ma oggi sembra che non sappia più bene neanche lui che mestiere vuol fare”.
Quasi impossibile strappargli qualche confidenza in più. “Noi pensiamo di poter garantire una trasparenza assoluta, che è quello di cui Sanremo ha più bisogno, in questo momento. Si potrebbe pensare a qualcosa di più spettacolare nella formula, ad esempio ad un uso più creativo dell'orchestra sotto una direzione di grande personalità. E poi naturalmente ci vogliono i talenti: non è che non ci sono più, è che bisogna andarseli a cercare con più attenzione di prima”.
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