Doccia fredda per la discografia: l'Europa dice no alla riduzione d'IVA sui CD

Semaforo verde della Commissione Europea per la riduzione d’imposta sulle ristrutturazioni casalinghe e sui conti al ristorante (Jacques Chirac l’aveva promesso ai ristoratori francesi durante la sua campagna di rielezione presidenziale), ma respinge la proposta di abbassare l’IVA su CD e DVD, oggi compresa tra il 15 e il 25 % nei vari stati dell’Unione (mentre libri, giornali e biglietti per il cinema godono di un’aliquota fortemente ridotta).

Per l’industria discografica, che su questo tema si era impegnata da mesi in un’incessante attività di lobby (vedi News), si tratta di una doccia fredda per quanto il suo organismo di rappresentanza internazionale, IFPI, faccia buon viso a cattivo gioco.

“Sapevamo che si trattava di una battaglia impervia, ma cercheremo ancora di convincere i ministri finanziari dei paesi membri che il settore musicale ha bisogno di questo provvedimento”, ha raccontato al Billboard Bulletin un portavoce dell’organizzazione di categoria. Enzo Mazza, direttore generale di FIMI, conferma che un estremo tentativo di ribaltare la situazione verrà fatto in occasione della riunione del consiglio Ecofin (comprendente i ministri economici e finanziari dei paesi membri) in programma a settembre a Stresa, cercando di mobilitare sul tema il governo italiano. “Purtroppo”, osserva, “in Commissione non c’è stato nulla da fare. Solo la Francia si è impegnata attivamente su questa battaglia, nessun altro paese, neppure l’Italia, l’ha seguita. La Commissione”, aggiunge Mazza, “ha proposto una riduzione d’imposta a mo’ di sanatoria per quelle categorie di prodotti su cui un’aliquota ribassata era già stata introdotta transitoriamente in alcuni paesi, come nel caso delle ristrutturazioni. A questo mirava la nostra proposta di far approvare dal governo italiano un’IVA transitoria al 10 %”. Invece, come ha spiegato anche il commissario europeo al mercato interno, Frits Bolkestein, su CD e DVD tutti i paesi applicano oggi un’IVA standard e proporre uno sconto avrebbe creato più caos che omogeneità a livello comunitario. .


Altri prodotti per cui l’organo comunitario ha proposto la riduzione d’aliquota sono le apparecchiature per disabili, le forniture di gas ed elettricità e i servizi a domicilio per gli anziani. Le sue proposte possono ancora essere modificate, come detto, dai ministri dell’UE: ma che la riduzione dell’IVA su CD e DVD possa rientrare nella loro agenda sono disposti a crederlo in pochi, anche perché per farlo è necessario raggiungere l’unanimità dei governi interessati.
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