Dibattito in USA: l'offensiva anti-file sharing ha ridotto lo scambio illegale?

Gli ammonimenti dei discografici americani, che minacciano “incursioni” casa per casa e azioni individuali contro chi si diletta nello scambio non autorizzato di musica in rete (vedi News), sembrano avere sortito un effetto preventivo, come la patente a punti sulle strade e le autostrade d’Italia: secondo un’indagine a campione condotta dalla Nielsen/NetRatings, al proclama della RIAA, Recording Industry Association of America, avrebbe fatto immediatamente seguito, la settimana successiva (a partire dal 6 giugno), una netta flessione nel traffico dei più popolari programmi di file sharing musicale. KaZaA, in particolare, avrebbe registrato una perdita secca di un milione di utenti, mentre più limitato sarebbe stato il calo di domanda subito da analoghi servizi peer-to-peer come Morpheus e iMesh (- 15 % per entrambi, 231 mila e 214 mila utenti settimanali rispettivamente).
    Gli ammonimenti dei discografici americani, che minacciano “incursioni” casa per casa e azioni individuali contro chi si diletta nello scambio non autorizzato di musica in rete (vedi News), sembrano avere sortito un effetto preventivo, come la patente a punti sulle strade e le autostrade d’Italia: secondo un’indagine a campione condotta dalla Nielsen/NetRatings, al proclama della RIAA, Recording Industry Association of America, avrebbe fatto immediatamente seguito, la settimana successiva (a partire dal 6 giugno), una netta flessione nel traffico dei più popolari programmi di file sharing musicale. KaZaA, in particolare, avrebbe registrato una perdita secca di un milione di utenti, mentre più limitato sarebbe stato il calo di domanda subito da analoghi servizi peer-to-peer come Morpheus e iMesh (- 15 % per entrambi, 231 mila e 214 mila utenti settimanali rispettivamente).

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