Live@Rockol, Cristina D'Avena festeggia 30 anni di carriera. Videointervista

Live@Rockol, Cristina D'Avena festeggia 30 anni di carriera. Videointervista

Un solo anno non poteva bastare per celebrare 30 anni di una carriera condotta senza rivali come quella di Cristina D'Avena: con un progetto iniziato alla fine del 2012, con la prima parte della poderosa raccolta "30 e poi… parte prima" (3 decadi di sigle televisive racchiuse in 3 CD per un totale di 70 canzoni), la voce femminile più nota dei cartoni animati tv ha pubblicato il secondo capitolo della compilation.
Il nuovo volume non raccoglie soltanto materiale estrapolato dagli archivi relativi alla cantante di Bologna, ma anche (e soprattutto) immagini, registrazioni e documenti che hanno fatto la storia della televisione per ragazzi dagli anni '80 in poi; e da allora Cristina c'è sempre stata.


"30 e poi… seconda parte" è composto da un CD: "con canzoni o inedite o sigle che son state solo registrate su vinile ma mai pubblicare. Addirittura sigle che sono solo passate dalla tv e quindi non sono mai state registrate. La ricerca di questi pezzi è stata abbastanza difficoltosa perché volevamo accontentare i fan che hanno mandato mail richiedendomi pezzi che nemmeno io ricordavo. Addirittura qualcuno mi ha chiesto un pezzo che avevo cantato solo ed esclusivamente per un cartone animato e poi mai più, né ai concerti, né agli spettacoli… l'abbiamo ricercata. E l'abbiamo trovata. Ci sono molte chicche. Ad esempio una che mi piace tantissimo è 'Mia dolce Agnese' che ho cantato con Pietro Ubaldi (doppiatore di tra gli altri anche Marrabbio e il gatto Giuliano di 'Kiss me Licia' ndr.)".

Poi ci sono un libro fotografico "che è la mia storia" e un DVD: "Il booklet inizia con la mia prima foto dal primissimo servizio fotografico. Avevo 17 anni. Immagini degli esordi, di Licia, con i collaboratori che hanno fatto parte della mia vita… Foto di repertorio che nessuno ha mai visto. E si conclude con una foto della mia famiglia, che io adoro. Il DVD mi ha emozionato moltissimo perché ripropone programmi degli anni '80, da Buona Domenica a Luna Party a Superclissifica Show e tanti altri. Ci tengo molto perché sono i miei primi 30 anni. Tra altri 30 ci ritroveremo qui a parlare di '60 e poi…'"

Tenacia, determinazione e fermezza, sincerità, dolcezza e equilibrio hanno reso Cristina così simile agli eroi da lei decantati nelle sue sigle che spesso si fatica a pensarla al di fuori del "personaggio", ma sono poi il motivo di tutto questo duraturo successo di pubblico: "Penso che non ci si debba nascondere, né indossare maschere perché prima o poi il pubblico te le toglie e vieni fuori tu. Se invece da subito di fai vedere così come sei, il pubblico o ti ama o non ti ama. E quando ti ama ti considera una di famiglia. Ho incontrato una signora a Bologna che per strada mi ha abbracciata e mi ha fatto i complimenti… e mi ha detto che era talmente affezionata a me, perché prima coi i figli poi con i nipoti sentiva sempre la mia voce, che potevo andare a cena da lei come una di famiglia. Questo mi fa pensare che in realtà la gente mi ama per quello che sono. Più che come Cristina D'Avena l'artista, come Cristina l'amica. A volte mi dicono che dovrei essere più diva. Ma non riesco, io sono così. Sono tranquilla, ma certo, se sono arrivata fin qua vuol dire che di carattere ne ho. Sono una professionista e una stacanovista."
E il suo "essere così", esattamente come ce la si era immaginata sentendo la sua voce in tele ogni pomeriggio, dopo la scuola, ha trovato un ennesimo riscontro quando è tornata a trovarci, riportandoci per un attimo indietro nel tempo con un live in redazione.

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Ecco la videointervista:

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A proposito di live, sono molti anni ormai che Cristina D'Avena si esibisce in giro per i più importanti locali italiani in compagnia dei Gem Boy

Il loro essere totalmente agli antipodi, lei lo ha sempre detto, è la chiave vincente di questa collaborazione così bizzarra.

Perfezionista com'è, lei ha un bel mettersi in gioco ogni volta, salendo sul palco con il gruppo compatriota che ne dissacra le canzoni con l'ormai nota demenzialità. Ma come ha reagito la prima volta che li ha sentiti in azione? Magari proprio con quel pezzo intitolato "Ammazza Cristina"?: "Carletto (Sagradini ndr) lo volevo ammazzare. Soprattutto quando ho sentito la canzone 'Ammazza Cristina' in cui dicono che mi vogliono tagliare le corde vocali… mi sono molto arrabbiata. Poi, in realtà, visto che è una persona eccezionale, mi ha saputa conquistare. Mi ha detto 'io sono un tuo fan, c'è poco da fare. Ho iniziato con le tue canzoni e ti devo ringraziare'. La prima volta ci siamo incontrati per caso in Autogrill e appena mi hanno vista mi sono corsi incontro, Carletto si è sdraiato per terra e mi hanno dato il loro cd da ascoltare. L' ho ascoltato ed effettivamente ho sentito che suonano bene, Carletto poi è un genio in queste cose. Morale abbiamo iniziato a collaborare, facendo la prima esibizione al Roxy Bar. C'erano ragazzi arrampicati sugli alberi per vedere questo concerto evento. Subito ne chiesero un altro e poi hanno iniziato a chiamarci tantissimi promoter da tutta Italia e da li', con tutto esaurito ovunque, ci siamo decisi. Probabilmente il pubblico ha bisogno di questo; uno spettacolo di sigle di cartoni animati con l'interprete originale e con i Gem Boy che me le rovinano e ne combinano di tutti i colori. Un omento in cui il pubblico può sentire questo odore dell'infanzia, si ride, si canta e ci si ricarica un po'." .

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