Claudio Baglioni: 'Mi laureo per fare contenta mia madre'

Claudio Baglioni: 'Mi laureo per fare contenta mia madre'
Lo scorso 16 giugno si è svolto il Faccia a Faccia di Claudio Baglioni con i lettori di ViviMilano, a cui hanno partecipato anche i navigatori di Rockol con le loro domande (vedi news). Ecco le risposte di Claudio che la nostra redazione ha selezionato tra quelle pervenute e sottoposto al cantautore romano.


Floriana Demontis – Roma
Caro Claudio, nella tua canzone "Grand'uomo" dici che se non hai volato come un'aquila allora voli come un aquilone. L'aquila è libera, l'aquilone resta sempre attaccato alla terra da un filo. Cosa tiene attaccato te alla terra ferma senza permetterti di volare libero in cielo?
Claudio Baglioni: Non è una risposta facile, potrei dire la forza di gravità. Avere un filo che ti tiene a terra significa essere legati a qualcosa o qualcuno. Avere un filo che ti tiene a terra è un piacere, non mi piacerebbe essere sganciato da tutto e da tutti, per cui questo mitiga il dispiacere di non essere un'aquila.

Rosanna Porpora – Portici (NA)
Se fossi un tuo fan cosa faresti e cosa no, o meglio cos'è che ti piace di noi e cosa proprio non sopporti?
Barbara Ba – La Spezia
Risposta sincera: vorrei sapere da te, dal cuore, se ogni tanto questi fans (me compresa), quelli proprio "zoccolo duro", ogni tanto "pesano" un po'... (giuro, non mi offendo e ti capirei...)
CB: Certo lo zoccolo duro pesa, se no sarebbe una farfalla lieve. Ammetto che ci sono stati dei momenti in cui ho avuto dei intolleranza nei confronti di alcuni fan. Ma devo dire che non sono reazioni nei confronti delle persone, ma nei confronti di me stesso, perché ci magari non ce la fai e vorresti scomparire… Poi ci sono diverse specie nello zoccolo duro, certo c'è anche un po' di mitomania, ma senza questo zoccolo duro non sarei arrivato da nessuna parte, non se ne potrebbe fare a meno. E poi troviamo un altro modo per definirlo, perché questo termine suona davvero male.

Angela Cantanna, - Massara (Taranto)
Caro Claudio, i motivi del tuo nuovo album, che si riconducono in gran parte ai sentimenti d'amore (amore fra genitori e figli, amore di coppia, amore per il focolare domestico), uniti al mio articolare stato d'animo di questi giorni (dato che mi sposo fra tre mesi) mi fanno -tra le altre- venire in mente una domanda. Come è cambiata, se è cambiata, la tua idea di matrimonio dai tempi di "Questo piccolo grande amore", passando per "Fammi andar via" fino ad ora che i tuoi pensieri sono rivolti a "Domani"?

Per favore, non dirmi nulla di negativo o ...scapperò dall'altare (scherzo ovviamente!)...
CB: Ti dico una sola cosa: non fuggire! Forse è vero che ho fatto sposare un sacco di gente, ma i veri cantanti da matrimonio sono altri, o almeno credo…

Biancamaria Gonano – Udine
Fra pochi mesi so che ti laurei in architettura. Cosa ti ha spinto a riprendere in mano i libri fra un capolavoro ed un altro?
CB: Ancora non mi sono laureato, ma lo faccio un po' perché mia madre sarà molto contenta quando questa avverrà…
Ho fatto una lezione a Valle Giulia, ad Architettura, e da lì ho ripreso in mano i libri. Sono stato fortunato: una volta ho dato un esame di Scienze della Comunicazione, e la professoressa mi ha detto: “non voglio sapere nulla, mi dica solo come è andato il concerto all'Olimpico”. Poi mi ha dato solo 27… C'è anche qualche coincidenza con il mio lavoro, devo dire, perché i palchi un po' me li disegno io…


Federico Fontana – Belluno
Claudio, alcune delle tue nuove canzoni hanno incisi con tonalità altissime, che però non sempre riesci a riprodurre dal vivo (in alcuni casi lasci che sia il pubblico femminile a cantarle, in altri - come in Cuore di Aliante – sei ricorso a basi preregistrate). Come vivi questo distacco tra la versione registrata in studio e poi commercializzata, e quella proposta in concerto?
CB: Certe volte si scelgono delle tonalità impervie perché si fanno male i calcoli. Si inizia a registrare in un modo, poi si cambia, perché non è umanamente possibile arrivarci. Spesso litigo con il mio autore, cioè con me stesso, proprio su queste cose: scrivo delle cose che non sempre sono in grado di cantare fino in fondo.
In tour spesso si cambiano le tonalità delle canzoni perché si canta tutti i giorni, e non si è nella comodità di uno studio, e la voce si stanca facilmente. Quello di far cantare il pubblico è un vecchio trucco di mestiere che mi hanno insegnato alcuni colleghi, in altri casi si usano doppie voci… Ma nei concerti non c'è nulla di taroccato.


Alberto Diaferio, Bari
CB: Quando riesci a scrivere le tue canzoni più belle, all'inizio o alla fine di un amore?
Le canzoni non sono delgli orologi, non si scrivono in tempi precisi. L'unica canzone che ho scritto “a orologeria” è “Avrai” che ho composto per la nascita di mio figlio, e se la scrivevo dopo scadeva… Le canzoni vengono quando vengono, non arrivano in momento precisi…

Clelia Gelsomino – Cosenza
I tuoi detrattori dicono che hai fatto un album tutto "cuore che fa rima con amore" perché i precedenti, più impegnati, non li capiva il grande pubblico ma solo la critica. Quanto sei d'accordo con quest'affermazione?
Anche in questo caso dovresti chiedere a mia madre, che è un po' la mia ideologa. Qualche mise fa, prima che iniziassi a lavorare a questo album, mi ha detto “'sto disco fallo per piacere alla gente, non ai giornalisti”….

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